"Tutti quanti noi vogliamo che il percorso di risanamento di Napoli vada avanti e che non ci siano conseguenze per i cittadini. Napoli come altre città ha la possibilità di farcela. E di dimostrare che è sulla strada della virtuosità finanziaria". Queste le parole di Graziano Delrio, ministro per gli Affari regionali, dopo un colloquio con il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. "È molto importante - spiega Delrio - che il Comune garantisca il risanamento che passa per il riordino delle municipalizzate, la vendita degli immobili e si trovi soluzione alla questione dei residui attivi".

Continua il pressing del sindaco, intanto, per evitare il default del Comune di Napoli.

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Ieri secondo giorno di missione a Roma. Dopo l'incontro con Delrio, de Magistris è salito al Colle con una delegazione di altri sindaci Anci.

Intanto la Corte dei Conti ha bocciato il piano di riequilibrio finanziario del Comune di Napoli e il dissesto è sempre più vicino. "Decisione ingiusta", commenta il sindaco de Magistris. A pesare, nella decisione dei giudici contabili, il costo del personale e il buco nelle Partecipate. In bilico i dipendenti in caso di dissesto. Il sindaco de Magistris rilancia: "Sicuri della validità del nostro piano di riequilibrio presenteremo ricorso", e chiede un incontro a Napolitano.



Ma il capo dell'opposizione Gianni Lettieri attacca: "Ora de Magistris si dimetta". "Profonda preoccupazione per le prospettive future della città" da Venanzio Carpentieri, segretario del Pd Napoli, che continua: "Non possiamo correre il rischio del dissesto".

Il sindaco Luigi de Magistris vara la strategia per contrastare la pronuncia avversa della sezione regionale della Corte dei conti, che ha ritenuto non congruo il piano di riequilibrio presentato dal Comune per il risanamento dei conti, facendo concretamente palesare - entro tre mesi - la possibilità del dissesto economico.

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Un doppio binario, uno porta a Roma, ovvero alla Presidenza del Consiglio e al Parlamento, per chiedere anche per Napoli come già fatto per Roma una norma speciale che consenta alla città di salvarsi.

Nella sostanza separare la gestione pregressa e appesantita dai debiti degli ultimi dieci anni, circa 2,5 miliardi, da quella ordinaria cominciata con il 2012. Il binario più istituzionale è subito un ricorso, dunque le controdeduzioni alle sezioni riunite della Corte dei Conti, e convincere della bontà del piano, puntando sul fatto che la nuova era è già cominciata e non bisogna analizzare i conti guardando agli ultimi due lustri ma dal 2012 in poi.

Se dovessere fallire la strategia il Comune dovrebbe restituire 58 milioni allo Stato, la prima tranche del prestito ottenuto grazie all'adesione alla legge sul predissesto di 12 mesi fa. Il sindaco Luigi de Magistris, insieme con una delegazione di primi cittadini, guidata da Piero Fassino, sindaco di Torino e presidente dell'Anci, è stato ricevuto nel pomeriggio di ieri dal Presidente della Repubblica, #Giorgio Napolitano.



Oggetto dell'incontro, l'urgente situazione finanziaria degli enti locali.

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Insieme con de Magistris e Fassino erano presenti, tra gli altri il sindaco di Roma, Ignazio Marino, di Venezia, Giorgio Orsoni, di Catania, Enzo Bianco. De Magistris parteciperà, sempre nella  Capitale, all'assemblea generale dell'Anci convocata per discutere delle difficoltà degli Enti Locali, tema affrontato oggi anche nel corso dell'incontro che il sindaco di Napoli ha vuoto con il ministro Graziano Delrio.



In questi due giorni, è stato impegnato in molteplici e proficui incontri a vari livelli istituzionali.