La notizia è ormai ufficiale: #Silvio Berlusconi, nonché gli avvocati che lo hanno difeso, Pietro Longo e Niccolò Ghedini, sono iscritti alla lista indagati insieme ad altri quarantatré nomi. Le accuse sono di falsa testimonianza, per circa venti donne coinvolte nella vicenda, e corruzione in atti giudiziari per gli altri.

Dalla condanna a sette anni per concussione e prostituzione minorile emessa contro Berlusconi sono già trascorsi sette mesi. Ma si prevede adesso un nuovo processo d’appello che mirerebbe a chiudere definitivamente l’inchiesta a carico del Cavaliere.

La base da cui partire per definire la questione sarebbero innanzitutto i soldi percepiti da una consistente fetta delle testimoni, in forma di stipendio (corrispondenti a € 2500 mensili) e che secondo gli inquirenti altro non sarebbero che forme esplicite di corruzione atte ad alterare i risultati del processo.

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Tali pagamenti tra l’altro risultano attualmente sospesi per mano di Silvio Berlusconi, proprio per timore di ripercussioni che possano influenzare negativamente l’esito dell’udienza prevista per il prossimo aprile (giorno 10) e che potrebbe far ottenere alla sua persona l’affidamento in prova ai servizi sociali.

A difendere Berlusconi durante quello che è stato chiamato il “Ruby ter”, sarà l’avvocato Federico Cecconi.

Le persone accusate di falsa testimonianza sarebbero ventidue. A destare sospetti sulla veridicità delle loro testimonianze, sono state alcune stonature rinvenute in aula. Molte delle ragazze infatti avrebbero usato termini ed espressioni poco credibili in base al loro target culturale (termini ed espressioni, tra l’altro, utilizzate quasi da tutte loro). Le testimonianze nel complesso risultavano quindi quasi come formule ripetute e “recitate” a memoria.

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Tra gli accusati comunque non solo loro, ma anche parlamentari, una poliziotta, un giornalista e altri.