E così anche le donne potranno dare il proprio cognome ai figli. A stabilirlo è il ddl approvato oggi dal Consiglio dei ministri secondo cui il nuovo nato "assume il cognome del padre ovvero, in caso di accordo tra i genitori risultante dalla dichiarazione di nascita, quello della madre o quello di entrambi i genitori". Una possibilità concessa anche per i figli nati fuori dal matrimonio o adottati.

Il provvedimento è stato inserito a tempo record nell'ordine del giorno del Cdm dopo che la Corte europea dei diritti umani ha condannato l'Italia per aver negato a una coppia di coniugi di attribuire alla figlia il cognome della madre anziché quello del padre.

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I giudici di Strasburgo hanno quindi invitato il nostro Paese ad adeguare la propria normativa in materia a quella europea. Invito al quale il Presidente del Consiglio #Enrico Letta ha immediatamente inteso di rispondere in modo positivo affrettandosi ad annunciare, anche via Twitter, che la Corte "ha ragione" e che le riforme legislative richieste sono "un obbligo". Dunque l'approvazione del ddl nel giro di tre giorni.

Un gruppo di lavoro per i nodi ancora da sciogliere

Il Consiglio dei Ministri, oltre all'approvazione, ha deciso di istituire un gruppo di lavoro Pari opportunità-Giustizia-Interni per valutare le implicazioni del provvedimento e in particolare per valutare problemi come la possibilità che fratelli e sorelle abbiano cognomi diversi e stabilire con chiarezza cosa fare in caso di disaccordo dei genitori.

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La condanna di Strasburgo

Finalmente Maddalena potrà quindi prendere il cognome della madre, Alessandra Cusan, invece che quello del padre, Luigi Fazzo. Sono stati infatti i due coniugi milanesi, i quali oggi esultano, a fare ricorso a Strasburgo quando, quindici anni fa, alla nascita della prima figlia si sono visti negare la possibilità di chiamarla Cusan in ricordo del nonno materno deceduto.

Sull'argomento già la Cassazione si era espressa in diverse sentenze in modo analogo a quanto nei giorni scorsi ha fatto Strasburgo e sono più di una le proposte di legge elaborate negli ultimi anni sul tema, ma mai portate in votazione. La questione dunque già era stata sollevata, ma mai risolta in modo definitivo, secondo molti a causa di sacche di resistenza ancora fortemente legate a una sorta di patronimico o intenzionate a ostacolare i tentativi di cambiamento di ogni aspetto del diritto di famiglia.

La normativa sul cognome nel resto d'Europa

La normativa in materia nel resto d'Europa è abbastanza varia. In Francia già dal 2005 la legge prevede la possibilità per i genitori di attribuire al figlio il solo cognome della madre, oppure quello del padre e della madre insieme: la normativa è quindi simile a quella che sta per entrare in vigore anche da noi.

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In Spagna ogni cittadino porta il doppio cognome ereditando il primo di ciascun genitore. L'ordine è stabilito da mamma e papà, ma è previsto che, una volta maggiorenne, il figlio possa decidere di invertire il primo col secondo. Nel Regno Unito c'è invece assoluta libertà in materia: si può scegliere liberamente come chiamare il nuovo nato e il cognome può essere anche diverso sia da quello del padre che da quello della madre. #Governo