Domenica 26 gennaio a Milano, in piazza San Babila, c'è stata la manifestazione del popolo delle sigarette elettroniche che aveva organizzato lo Svapo day cui avevano partecipato il senatore Stefano Candiani e il consigliere Fabio Rizzi della Lega Nord. Il giorno seguente, lunedì 27 gennaio un gruppo di circa settanta persone, rappresentanti dell'intero settore si è presentato davanti ai monopoli della sede di Milano per continuare la protesta e hanno chiesto al direttore dei monopoli di Stato De Donato di riceverli.

In un primo tempo il direttore si è rifiutato di riceverli, poi quando il senatore Candiani si è presentato, De Donato ha accettato di ricever una delegazione.

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Il risultato di questo incontro è molto interessante ma merita che se ne parli a parte in un articolo dedicato.

Il 28 gennaio si è riunita  la commissione Affari Costituzionali per l'esame del decreto Milleproroghe e l'on. Stefano Candiani, che ne fa parte ha presentato un emendamento che ha spostato al 1 giugno 2014 l'applicazione della tassa del 58,5%  dando la copertura fiscale aumentando dal 20 al 27% la tassa sul trading di titoli, cioè sui guadagni di quegli speculatori che trattano i titoli in borsa in 48 ore. Li chiamano scambi spot, e si tratta del mero scambio finanziario di titoli  di grandi aziende (il trading online) e di denaro ( il forex), che genera guadagno approfittandosi e qualche volta creando ad hoc, i saliscendi di titoli in borsa. 

Comprese le ragioni dei negozianti delle piccole medie imprese del settore delle sigarette elettroniche e compreso che nessuna azienda e nessun commerciante di sigarette elettroniche rimarrà aperto l'intera commissione ha votato a favore dell'emendamento.

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Il sospiro di sollievo del popolo delle sigarette elettroniche è durato solo poche ore perchè quando l'emendamento Candiani è arrivato alla commissione Bilancio del Senato è stato bocciato, non nel merito ma nella copertura.

Sembra infatti che la maggioranza dei senatori della commissione Bilancio non abbia gradito l'aumento della tassa sulle transizioni finanziarie e il sospetto che serpeggiava in Senato, dove questa bocciatura ha fatto molto scalpore, era che la mancanza di gradimento fosse dovuta al fatto che per salvare le sigarette elettroniche, l'emendamento toccava i guadagni delle aziende finanziarie di Di Benedetti.

In queste condizioni si è arrivati a questa mattina in cui l'emendamento che avrebbe salvato il settore delle sigarette elettroniche è arrivato in aula dove il senatore Pagliaro, appartenente al Partito Democratico (PD) ne ha ottenuto il ritiro. Attualmente La Lega Nord sta contrattando per ottenerne di nuovo la presentazione in aula della proroga dell'applicazione della tassa del 58,5% sul settore delle sigarette elettroniche. #Governo #sigaretta elettronica