Sono giorni molto convulsi per la politica italiana. Le discussioni introno alla nuova legge elettorale dominano la scena e sembra, per alcuni analisti politici, avvicinarsi sempre di più il momento del voto. La questione è che il Movimento 5 Stelle preme per andare alle urne anche con il Porcellum corretto dalla Corte Istituzionale, Renzi, invece, afferma che, se la legge elettorale proposta da lui e Berlusconi non va in porto, è necessario tornare alle urne. Intanto noi analizziamo le intenzioni di voto degli italiani attraverso i più aggiornati #Sondaggi politici elettorali di Tecnè.

Sondaggi politici elettorali 23 gennaio 2014: stabile il PD di Renzi, cala tutto il centrosinistra

Cominciamo la nostra analisi dei dati dei sondaggi politici elettorali del 23 gennaio di Tecnè dal centrosinistra.

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Segnaliamo in primo luogo una leggera crescita del PD di Renzi, una crescita dello 0,2%, il PD sale infatti al 30,5%. Questa lieve crescita è però immunizzata da un calo di SEL di Nichi Vendola che rischia, con la proposta di legge elettorale di Renzi, di scomparire essendo oramai in calo costante da settimane e attestandosi su un modesto 2,2%. In poche parole segnaliamo un leggerissimo calo per quanto riguarda tutto il centrosinistra che perde in totale uno 0,1% rispetto alla settimana scorsa. Il giudizio che possiamo dare è che oramai i dati, almeno per il centrosinistra, si sono più o meno stabilizzati. L'effetto Renzi è finito e ora bisognerà vedere, dopo le dimissioni di Cuperlo, come si comporterà l'elettorato fedele.

Sondaggi politici elettorali 23 gennaio 2014: calo del centrodestra, ma crescita di FI

Secondo i sondaggi politici elettorali del 23 gennaio 2014, organizzati da Tecnè, il centrodestra, qualora valgano le alleanze consuete, sarebbe in calo, mentre è in forte crescita FI di Berlusconi che continua a erodere elettorato al Nuovo Centro Destra di Alfano.

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FI infatti sale di uno 0,4% in una sola settimana mentre il NCD di Alfano perde proprio lo 0,4%. FI si attesta su un 24,3% mentre il NCD su un 4,4%. La crisi del NCD di Alfano è fortissima, negli ultimi due mesi ha perso il 2,5% dei consensi. Si tratta di una forza politica destinata molto probabilmente a scomparire e a confluire all'interno di FI. Tutto il centrodestra comunque perde uno 0,3%, dovuto anche al calo di Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni.

Sondaggi politici elettorali 23 gennaio 2014: il Movimento 5 Stelle in crescita

Chi ha un elettorato piuttosto fedele, secondo i sondaggi politici elettorali che stiamo consultando, è proprio il Movimento 5 Stelle che subisce sì delle oscillazioni ma sono sempre molto contenute e l'ipotetico risultato elettorale si aggira sempre intorno al 22%, facendo del Movimento il terzo partito d'Italia se non addirittura una sorta di terzo polo. Nelle ultime due settimane segnaliamo comunque una crescita per il M5S dell'1,4%, segno che le polemiche interne al movimento non fanno altro che rivitalizzarlo.

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Si attesta insomma al 22% netto. Per quanto riguarda il centro, L'Unione guadagna uno 0,2% ma si attesta comunque a un mediocre 2,6%, mentre Scelta Civica si ferma all'1,3% perdendo un altro decimale.

Sondaggi politici elettorali 23 gennaio 2014: la fiducia nel #Governo Letta

Il segnale più importante, però, di questi sondaggi politici elettorali arriva dal fronte della fiducia nel governo Letta. Qui il dato è veramente clamoroso, cala a picco la fiducia, perde addirittura il 3,4% in una settimana attestandosi sul minimo storico di un 24,2%. Certo, avrà influito anche la coincidenza delle tasse da pagare, ricordiamo che Letta ha sempre sostenuto che vi sia stato un taglio nelle imposte. Ma è un dato di fatto che negli ultimi tre mesi, al di là delle tasse, la fiducia è passata dal 44,9% al 24,2%.

Sondaggi politici elettorali 23 gennaio 2014: una breve analisi

Questi sondaggi politici elettorali danno almeno uno spunto di analisi che non riguarda direttamente le percentuali dei singoli partiti o delle coalizioni, ma soprattutto la fiducia nel governo Letta. Se si sommano questi indicatori, il Movimento 5 Stelle che spinge per tornare alle urne, la questione non risolta della legge elettorale e lo scontro all'interno del PD, il calo della fiducia nel governo Letta, sembra proprio che il paese voglia tornare alle urne. Bisognerà vedere in parole povere come agirà il governo e soprattutto Giorgio Napolitano, che ha ritenuto questo governo di larghe intese il male minore per il paese.