L'Assemblea nazionale tunisina nella giornata di domani potrebbe approvare la nuova Costituzione dello Stato. Il progetto però non piace agli islamisti radicali appartenenti al partito Hizb ub-Tharir che nella giornata di oggi si sono ritrovati nel centro della capitale, Tunisi, per mettere in atto una serie di contestazioni contro la bozza della Carta fondamentale dello Stato nordafricano.

I manifestanti hanno dato sfogo alla propria rabbia urlando frasi contro la nuova Costituzione e lodando Allah, Maometto e il Corano. L'accusa principale degli islamisti radicali è la laicità del testo, gli islamisti puntano infatti alla instaurazione di un califfato islamico e alla sovranità del Corano e della Sharia.

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Il Parlamento tunisino ha approvato un articolo che prevede l'Islam come religione di Stato ma ha respinto la legge islamica come fondamento del diritto dello Stato arabo.

La nuova costituzione prevede anche la parità di genere, si sancisce infatti che uomini e donne hanno gli stessi doveri, gli stessi diritti, sono uguali davanti alla legge e hanno pari opportunità, non è stata invece abolita la pena di morte.

L'Assemblea nazionale ha proceduto alle votazioni di ogni articolo della bozza della nuova Costituzione nelle scorse settimane e nella giornata di domani voterà per l'approvazione o meno dell'intero testo. Per essere approvata la Costituzione necessita del voto favorevole dei due terzi dell'Assembla nazionale, se il quorum non verrà raggiunto nella prima votazione si passerà ad una seconda, in caso di esito negativo anche nella seconda sarà indetto un referendum e saranno direttamente i cittadini tunisini a decidere se il testo presentato sarà la nuova Costituzione dello Stato.

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