Con il voto di ieri (20 febbraio) la Camera si è espressa a maggioranza con 312 si, 141 no e 5 astenuti per l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti dopo che il #Senato aveva espresso parere favorevole. Il decreto, voluto dal #Governo dell'ex premier Enrico Letta, elimina di fatto il finanziamento, diretto o indiretto dei partiti sostituendolo con le donazioni volontarie dei cittadini. Il decreto però sarà del tutto in vigore a partire dal 2017 quando sarà completata la graduale riduzione dei co-finanziamenti dello Stato, in vigore dal 2012 che si andava ad affiancare ai rimborsi elettorali. La legge appena varata impone ai partiti l'adozione di nuovi statuti a garanzia della democrazia interna istituendo un apposito registro nazionale dei partiti che possono accedere ai benefici previsti dalla legge stessa.

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Dure le proteste del Movimento 5 Stelle contrario alla legge contro il finanziamento pubblico dei partiti che in aula hanno mostrato cartelli con le scritte "Mollate il malloppo" e "Bugia numero uno, Renzi-Pinocchio" e scattato fotografie. Nonostante la presidente della Camera, Laura Boldrini, abbia ordinato la rimozione dei cartelli ricordando il divieto di fare riprese non autorizzate, diversi deputati M5S hanno proseguito nella loro vivace protesta.

Ma vediamo come questa legge modifica il finanziamento pubblico: come già detto in precedenza i partiti dovranno dotarsi di uno statuto e sarà istituito un registro per quelli che potranno beneficiare della nuova legge, tale registro potrà essere consultato sul sito internet del Parlamento. Inoltre ogni partito dovrà realizzare un apposito sito dove deve indicare l'assetto statutario, i bilanci, quali sono i suoi organi associativi e il funzionamento interno dello stesso.

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Riguardo le donazioni che vanno a sostituire il finanziamento pubblico, la legge prevede un tetto massimo di 100.000 euro con una detrazione del 26% per importi dai 30 ai 30 mila euro e la possibilità di destinare ai partiti il 2 per 1000 dell'IRPEF. Inoltre è anche previsto un codice di autoregolamentazione per le raccolte telefoniche di fondi.