Si parla tanto in questi giorni di amnistia e indulto 2014, i provvedimenti di clemenza generale ritenuti dal Capo dello Stato necessari contro il sovraffollamento delle carceri sanzionato dalla Corte europea dei diritti dell'uomo che richiede interventi urgenti per ristabilire condizioni umane e dignitose all'interno degli istituti penitenziari.

E mentre in commissione Giustizia al #Senato prosegue l'esame congiunto dei quattro ddl per amnistia e indulto presentati dai senatori Manconi, Compagna, Barani, Buemi e altri, vediamo quante volte, come e perchè sono stati varati in Italia dal dopoguerra a oggi i provvedimenti di clemenza generale ad efficacia retroattiva previsti dall'articolo 79 della Costituzione.

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Dal 1946 a oggi sono stati ventuno i provvedimenti di amnistia e indulto. Va detto che prima la loro applicazione era tra i poteri del presidente della Repubblica (che oggi detiene ancora il potere di grazia), mentre dal 1992 i provvedimenti di clemenza vengono disposti attraverso leggi approvate articolo per articolo dalla maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera.

Ecco i principali provvedimenti di indulto e amnistia nella storia d'Italia dal dopoguerra a oggi e cosa prevedevano.

L'ultima in ordine di tempo - e l'unica approvata dal parlamento e non con decreto del presidente della Repubblica - è stata la legge N.241/2006 per l'indulto che prevedeva uno sconto di pena non superiore a tre anni per le pene detentive e non superiore a 10.000 euro per le pene pecuniaria.

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Ne beneficiarono circa 17.000 detenuti.

Amnistia e indulto in Italia dal dopoguerra a oggi

Mentre la prima dalla fondazione della Repubblica Italiana è stata quella del 1946, conosciuta come "amnistia Togliatti" emessa con decreto presidenziale n.4/1946, prevedeva amnistia e indulto per reati comuni, politici e militari e riguardò 11.800 detenuti. I provvedimenti furono poi applicati sempre insieme, cioè amnistia e indulto (la prima estingue il reato, il secondo solo la pena), furono i seguenti. Decreto Presidenziale n.922/1953 che prevedeva la commutazione dell'ergastolo in 10 anni di carcere per tutti i reati politici, o comunque legati alla guerra, commessi tra l'8/9/43 e il 18/6/46, ne approfittarono circa 16.000 detenuti. Col D.P n.332/1966 amnistia e indulto vennero condonati per circa 11 mila detenuti i reati con pene massime di tre anni.Per altri 11 mila carcerati arrivò poi il D.P n.283/1970, amnistia e indulto cancellarono tutti i reati con pena detentiva non superiore ai cinque anni di reclusione commessi in occasione di manifestazioni sindacali e studentesche. Poi con il D.P n.413/1978 per quasi 6.000 detenuti vennero amnistiati i reati con pene massime di tre anni, con esclusione dei reati di terrorismo. Con il D.P n.744/198, per circa 10.000 detenuti, vennero amnistiati i reati con pene massime di tre anni, con esclusione dei reati di peculato, corruzione, frode alimentare e terrorismo. Il D.P. n. 75/1990 l'amnistia che cancellò per 2.000 carcerati i reati non finanziari con condanna a pena detentiva non superiore a quattro anni, i reati di violenza e minaccia a pubblico ufficiale, la rissa senza lesioni, la violenza di domicilio, la truffa. Mentre con il D.P. n.394/1990 venne concesso a circa 10.000 detenuti l'indulto che prevedeva uno sconto di pena non superiore a due anni per le pene detentive, e non superiore a 10 milioni di lire per le pene pecuniaria.

Adesso i detenuti sperano nei provvedimenti di amnistia e indulto 2014.

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#Governo #Presidenza della Repubblica