Riforme della giustizia, emergenza carceri, indulto e amnistia 2014, lotta alle mafie dal sud al nord Italia: se ne dovrebbe occupare il neo premier Matteo Renzi che ha scelto come ministro della Giustizia Andrea Orlando e vorrebbe il magistrato antimafia Nicola Gratteri come consulente del #Governo.

Indulto e amnistia 2014, nuovi stop alla Camera e al Senato

Per via degli impegni parlamentari e politici legati alla nascita del nuovo Governo Renzi tra i primi appuntamenti parlamentari ad essere stati rinviati la prosecuzione dell'esame dei quattro ddl per indulto e amnistia in commissione Giustizia al Senato della Repubblica e l'avvio della discussione nell'Aula di Montecitorio del messaggio alle Camere contro il sovraffollamento carcerario già sanzionato dalla Corte di Strasburgo inviato lo scorso 8 ottobre dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il quale, anche nel suo recente intervento all'Europarlamento, ha ribadito la necessità di leggi di indulto e amnistia per ristabilire condizioni dignitose e umane nelle carceri.

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Emergenza carceri, Orlando: "Entro maggio in regola con l'Europa"

Dei problemi sollevati con forza da Napolitano ne è consapevole il neo ministro della Giustizia Andrea Orlando che subito si è messo al lavoro al ministero di via Arenula dopo il passaggio di consegne con Annamaria Cancellieri. "Carceri, organizzazione del sistema giudiziario e riforma del processo civile: emergenze - ha detto il Guardasigilli in un'intervista rilasciata ieri a Il Mattino - che sono il frutto un sistema da cambiare. È una grande responsabilità", ha detto Orlando sottolineando che sull'emergenza carceri "c'è una richiesta da parte della Corte Europea a mettersi in regola entro maggio 2014". "Un richiamo nei nostri confronti - ha aggiunto il ministro della Giustizia Orlando - è il segno che i conti italiani con l'Europa non finiscono mai".

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Il Guardasigilli, che non sarebbe contrario a indulto e amnistia ma che preferisce una serie di riforme al sistema giudiziario e penitenziario, è chiamato dunque a proporre un piano di riforme della giustizia e a far fronte all'emergenza carceri facendo i conti con le diverse posizioni espresse anche all'interno della maggioranza e soprattutto col premier che su indulto e amnistia ha più volte cambiato idea, prima sì a Pannella e poi no a Napolitano.

L'ultima posizione espressa da Renzi è di contrarietà ai provvedimenti di clemenza, stoppata dal Quirinale la nomina del magistrato antimafia Nicola Gratteri che proprio qualche mese fa commentò duramente l'appello di Napolitano per indulto e amnistia.

Giustizia, Gratteri forse consulente del Governo Renzi: "Indulto e amnistia? Messaggio grave"

"Carceri, Gratteri: 'Amnistia e indulto? Grave messaggio, non è una soluzione', titolò Il Fatto Quotidiano. Renzi propone ora a Gratteri di fare ora consulente del suo governo per il contrasto alla criminalità organizzata "per una moderna politica antimafia", ha tweettato oggi il premier #Matteo Renzi dopo che il suo braccio destro, il sottosegretario alla presidenza del consiglio Graziano Delrio, aveva detto "In mezz'ora" su Rai3.

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"Se Gratteri vorrà essere consulente del premier per la criminalità - ha detto Delrio - le porte di Palazzo Chigi per lui sono sempre aperte". "Gratteri - ha detto il sottosegretario Delrio - era in corsa come ministro della Giustizia ed eravamo molto determinati, ma c'era un problema molto serio che non avevamo valutato, una grossa ingenuità, il fatto che un magistrato non vada al ministero della Giustizia è una regola impossibile da eludere". #Unione Europea