In un'altalena di commenti e smentite, il #Governo #Matteo Renzi, per bocca del sottosegretario alla Presidenza Graziano Del Rio, è uscito allo scoperto ed ha dichiarato espressamente come intende ridurre il cuneo fiscale: tassando il risparmio.

In una prima, chiacchierata dichiarazione, il portavoce dell'ex sindaco di Firenze, ha affermato che è allo studio una rimodulazione della pressione fiscale che potrebbe coinvolgere anche i Bot. Attenzione però, si affrettano a precisare da Palazzo Chigi, non sarà una patrimoniale di "montiana" memoria ma piuttosto un adeguamento della tassazione a livello europeo per porre a freno e quindi ridurre le tasse sul lavoro.

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A conti fatti, secondo gli studi dell'area economica del Pd, viene ritenuta ingiusta una tassazione al 20% del risparmio contro il 45 % del lavoro. Ingiusto ma non per questo poco etico. Voci allarmanti nella maggioranza di Renzi hanno fatto intendere che il discorso non è eticamente accettabile e che porterebbe scompiglio nei mercati. Tuttavia, tra secche smentite e precisazioni, l'idea di fondo che vuole attuare il nuovo inquilino di Palazzo Chigi non è tanto quello di aprire una campagna contro il risparmio quanto di alleggerire la pressione fiscale sul lavoro. Lo stesso ministro Padoan ha parlato di taglio al cuneo fiscale ovvero il delta tra quanto percepito in busta paga dal lavoratore e quanto effettivamente pagato dal suo datore di lavoro per assumerlo alle proprie dipendenze.

Sebbene però il discorso potrebbe essere comunemente accettato, un aumento della tassazione dei Bot, secondo esperti di mercati, potrebbe creare delle turbolenze nel saving market italiano in quanto potrebbe portare ad investire in titoli esteri e quindi ridurre la domanda di titoli italiani, gli unici a sostenere i tassi di interesse in questo periodo di crisi.

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L'idea che però alletta il neo ministro dell'economia Padoan è quella di mettere le mani, per finanziare il lavoro su un gettito che si aggirerebbe dai quattro ai sei miliardi di euro, un tesoretto racimolato solamente adeguando la tassazione italiana a quella europea. Un'operazione, non senza rischio, che rischia, se non maneggiata con cura, di far esplodere una crisi del mercato finanziario senza precedenti.