Un nuovo #Senato potrebbe finalmente nascere in Italia grazie all'accordo tra #Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. Quello stesso accordo che sta portando alla nuova legge elettorale Italicum e che contiene al suo interno anche la riforma del titolo V della Costituzione. L'Italia potrà così dire addio a quel bicameralismo perfetto che, di fatto, crea soprattutto lungaggini e spese doppie. Ma cosa cambia e come funziona il nuovo Senato?

Innanzitutto saranno dimezzati i senatori: se oggi a Palazzo Madama siedono 315 parlamentari, con il nuovo Senato questi scenderanno a 150. Come saranno selezionati è ancora frutto di discussione, l'idea di Matteo Renzi è comunque di scegliere 108 sindaci dei comuni capoluogo di provincia, 21 presidenti di regione e 21 esponenti della società civile scelti dal presidente della Repubblica.

Pubblicità
Pubblicità

Niente a che fare con i senatori a vita, visto che il loro mandato sarà a tempo. Non solo i senatori saranno dimezzati, ma non riceveranno uno stipendio. Il loro sarà un lavoro aggiuntivo per il quale, al massimo, sarà previsto un gettone di presenza.

Nessuno stipendio per chi farà parte del nuovo Senato anche perché il carico di lavoro sarà molto meno gravoso: Palazzo Madama si riunirà infatti al massimo un paio di volte al mese, non avrà la possibilità di votare la fiducia al governo, si occuperà solo di leggi regionali e dei rapporti con l'Europa. Potrà invece ancora eleggere il presidente della Repubblica, la Corte Costituzionale e il Csm. In questo modo, con la legiferazione affidata alla sola Camera, le cose dovrebbero procedere molto più rapidamente.

Il risparmio sarà garantito anche dal fatto che tutti i dipendenti del Senato, una volta in pensione, non saranno sostituiti: i vari uffici saranno infatti accorpati con quelli della Camera.

Pubblicità

Oggi, al contrario, ogni ufficio di Palazzo Madama ha il suo corrispettivo a Montecitorio, con gli stessi compiti e le stesse funzioni. Uno spreco non di poco conto. #Pd