Il Senato si costituirà parte civile nel processo sulla presunta "compravendita di senatori" che vede Silvio Berlusconi imputato a Napoli. Lo ha deciso il presidente del Senato, Pietro Grasso, dopo aver proceduto all'ascolto dei diversi orientamenti emersi nel Consiglio di presidenza. Ineludibile, secondo Pietro Grasso, il dovere morale di accertare la verità, come rivelano le note. L'identificazione del Senato della Repubblica italiana quale 'persona offesa' è avvenuta prima da parte del Pubblico Ministero poi del Giudice.

Di conseguenza, all'Avvocatura di Stato, viene conferito l'incarico di rappresentare il Senato.

L'imputazione risale a un fatto avvenuto nel corso della XV Legislatura, biennio 2006-2008, Berlusconi, sulla base delle confessioni rese ai magistrati dall'allora senatore Sergio De Gregorio che venne pagato 3 milioni di euro per cambiare schieramento, è accusato di aver manovrato la caduta del governo Prodi.

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La decisione di Grasso è in controtendenza da quanto emerso dal parere consultivo nell'Ufficio di Presidenza che aveva detto no alla possibilità di costituirsi di parte civile.

Grasso dovrà ora rispondere alle diverse reazioni politiche. Il vicepresidente del Senato Gasparri, si è lamentato pubblicamente della decisione di Grasso, che non ha tenuto conto del parere consultivo dell'Uffici di Presidenza, definendo la decisione del presidente, "lesiva di regole istituzionali e rapporti politici e personali". Richiamando il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a tenere alta l'attenzione sulla questione. Dello stesso tono Giovanni Toti, c"scredita l'Istituzione" ha definito la decisione di Grasso contraria al parere espresso dall'Ufficio, "ne la tutela la dignità" invece, secondo il partito M5S.

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A quanti insorgono, Antonio di Pietro, fa sapere che la decisione di Pietro Grasso - un passato di magistrato, alla guida della procura di Palermo - sarebbe stata ancora più grave se avesse accettato la decisione "volgare e offensiva per le istituzioni e la giustizia" proposta dall'Ufficio di Presidenza. Anche l'associazione Libertà e Giustizia aveva chiesto a Grasso di non deludere quanti sono in attesa di verità, su un reato gravissimo di corruzione."la compravendita di parlamentari".

Decidere, adesso, sarà compito dei Giudici del Tribunale partenopeo, il processo comincerà l'11 febbraio.