La nuova legge elettorale Italicum approda domani alla Camera, dove la attendono circa 450 emendamenti che dovranno essere discussi. La cosa più probabile, comunque, è che l'impianto della legge elettorale partorita dall'accordo tra Renzi e Berlusconi (accordo che prevede anche la nascita del nuovo Senato) resti invariato. Ecco quindi quali sono i punti principali dell'Italicum e le possibili modifiche che potrebbero venire ancora apportate.

La nuova legge elettorale Italicum prevede dei collegi plurinominali. Il territorio nazionale dovrebbe quindi essere diviso in circa cento aree, in cui i partiti presenteranno liste bloccate di circa 4/5 nomi.

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Non ci saranno le preferenze quindi, ma - secondo i promotori della legge - il fatto di avere liste con pochi nomi permette agli elettori di conoscere le persone che si stanno votando.

Il premio di maggioranza nella nuova legge elettorale è fissato al 37%. La coalizione o il partito che raggiunge questa soglia avrà in dote un premio del 15% che gli consentirà di avere la maggioranza. Il totale dei seggi conquistati da una coalizione non può comunque superare il 55%.

Il doppio turno è uno dei punti fondamentali dell'Italicum. Nel caso nessuna coalizione riesca a raggiungere il 37%, due settimane dopo il voto ci sarà un secondo turno in cui si sfideranno le due coalizioni più votate. La vincitrice otterrà il premio di maggioranza e la possibilità di formare un governo.

La soglia di sbarramento è del 4,5% per i partiti che corrono alleati in coalizione con altri partiti, mentre è dell'8% per chi decide di correre da solo.

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In questo modo si riduce la frammentazione e si favorisce il bipolarismo. C'è anche una soglia di sbarramento per le coalizioni del 12%, per evitare assembramenti casuali di partiti al solo scopo di entrare in Parlamento.

Nell'Italicum è prevista anche la cosiddetta norma Salva Lega, che punta a permettere ai partiti con forte connotazione territoriale di entrare comunque in Parlamento. Chi si presenta in non più di sette regioni potrà conquistare seggi se ottiene almeno il 9% in tre regioni.

Sono consentite le stesse candidature in più collegi. Un modo per tutelare i leader dei partiti minori, che se avessero sbagliato il collegio su cui puntare rischierebbero di restare fuori dal Parlamento.

Tra le possibili modifiche che molti partiti puntano a conquistare spiccano le preferenze. La possibilità cioè di indicare quale candidato si vuole eleggere in Parlamento. A proporre questa modifica è soprattutto la minoranza del Pd. C'è anche la possibilità che spunti una norma cosiddetta Salva Sel: consiste nel recuperare il primo partito di una coalizione che non ha superato la soglia di sbarramento. A proposito di soglia di sbarramento, in molti (a partire da Scelta Civica, Nuovo Centrodestra e Sel) chiederanno che venga abbassata al 4%. #Camera dei Deputati