Un nuovo pronunciamento della Consulta torna a fare discutere: dopo aver dichiarato incostituzionale il Porcellum, richiedendo di fatto al Parlamento una nuova legge elettorale, la Consulta dichiara incostituzionale anche la legge Giovanardi - Fini che aveva equiparato droghe leggere e droghe pesanti. La legge violerebbe l'articolo 77 della Costituzione. Nella norma di conversione in legge furono inoltre inseriti emendamenti estranei alle finalità del decreto originario: l'emendamento era infatti stato accorpato al decreto legge riguardante le Olimpiadi di Torino del 2006.

Non si tratta di una discussione filosofica, ma di una bocciatura che avrà prevedibilmente enormi ricadute sul sistema carcerario italiano e sulla giustizia: ad un primo calcolo almeno 26.000 detenuti sarebbero direttamente interessati da questa decisione, essendo stati condannati sulla base di una legge che da oggi non esiste più.

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In alcuni casi da condanne fino a 20 anni che erano previste dalla legge Fini - Giovanardi, si passa a condanne fino ad un massimo di 6 anni previste dalla legge che oggi rientra in funzione, ossia la Iervolino - Vassalli che, modificata da un referendum risalente al 1993, prevedeva invece la distinzione abolita dalla Fini - Giovanardi. I detenuti potranno quindi richiedere revisioni dei processi e un ricalcolo della pena che in molti casi potrebbe di fatto essere già stata scontata interamente, con effetti possibili anche sull'annoso sovraffollamento delle carceri italiane. L'effetto più immediato di questa decisione potrebbero quindi essere vere e proprie scarcerazioni di massa di condannati per spaccio. Altro effetto del pronunciamento della Consulta riguarda i processi in corso e portati avanti sino ad oggi basandosi su una legge che non esiste più: un bel rebus, non c'è che dire.

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