La Consulta ha bocciato la legge Fini-Giovanardi, rendendola di fatto incostituzionale. A otto anni dalla sua approvazione, decade quindi una delle legge più discusse e controverse dell'ex governo Berlusconi. Una legge che aveva acceso grandi polemiche anche per la modalità della sua stessa approvazione, inserita all'ultimo nella legge di conversione del decreto sulle Olimpiadi di Torino. Nel caso fosse stata a suo tempo bocciata quindi, non sarebbero stati disponibili nemmeno i fondi per svolgere le Olimpiadi invernali, rilasciati attraverso l'approvazione del decreto stesso.

E ora cosa cambia? Innanzitutto non si può certo parlare di legalizzazione; rimangono infatti le norme tendenzialmente proibizioniste della legge Jervolino-Vassalli: consumare droga rimane illecito e spacciarla un reato penale.

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La cosa invece che viene totalmente cancellata è l'equiparazione delle droghe leggere alle droghe pesanti: questo significa pene più lievi per gli spacciatori di droghe leggere, condannabili con una pena dai 2 ai 6 anni e non più dai 6 ai 20 come i narcotrafficanti. Inoltre, l' incostituzionalità della legge porta a una modifica immediata nello svolgimento dei processi in corso, che dovranno attenersi alla precedente legge Jervolino-Vassalli. E ancora, non si potrà abusare della custodia cautelare: chi è in carcere preventivo causa reati legati agli stupefacenti (cosa stabilita dalla Fini-Giovanardi) attraverso una richiesta di revoca potrà richiedere l'immediata scarcerazione.

Considerando che quasi metà dei detenuti in Italia si ritrova incarcerato per motivi legati allo spaccio di droga, la bocciatura della legge Fini-Giovanardi non potrà avere che effetti prorompenti sulla situazione carceraria in Italia.

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