E' stata cancellata la legge Fini Giovanardi sulle droghe leggere (equiparate a quelle pesanti): la decisione della Consulta interesserebbe 10 mila procedimenti in corso. Ecco cosa cambia, tutte le novità derivanti dalla decisione clamorosa di ieri. La Corte Costituzionale non ha avuto dubbi in materia: la legge è stata dichiarata incostituzionale perchè nella norma di conversione erano presenti alcuni emendamenti che non avevano niente a che fare con l'obiettivo e il contenuto stesso del decreto. Si ritorna, quindi, tutto d'un colpo, alla legge sulle droghe precedente (presentata dalla Iervolino).

Cambiano le pene (saranno meno severe) e non ci sarà più, di fatto, un'equiparazione fra droghe leggere e quelle pesanti.

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Da 2 a 6 anni, e non più da 6 a 20: è drastica la riduzione della pena per persone sorprese in possesso (o per spaccio) di sostanze stupefacenti. Gli effetti sono immediati, sia sulle cause in corso, sia su quelle passate in giudicato. C'è la possibilità, inoltre, di richiedere un nuovo calcolo della pena. Modifiche sostanziali anche nell'uso di intercettazioni e sulla possibile prescrizione del reato. Ad essere interessati alla dichiarazione di illegittimità della legge Fini Giovanardi, sono all'incirca 10 mila casi.

Tutta la legislazione penale sugli stupefacenti, quindi, è stata riscritta ieri, con il "colpo di spugna" della Corte Costituzionale che cancella quella che per molti è considerata, da sempre, una legge capace solo di riempire le carceri. Le associazioni e numerosi politici del centro sinistra hanno esultato alla lettura del dispositivo della Consulta.

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