Eccoci arrivati con la presentazione dell'esito delle intenzioni di voto degli italiani secondo Swg divulgato oggi, 21 febbraio 2014. Metteremo a confronto tali dati con quelli della settimana scorsa svolti dallo stesso istituto.

Noteremo grazie a questi #Sondaggi politici elettorali, il balzo di Forza Italia non confermato da altri istituti pervenuti negli ultimi giorni. Confermato il crollo del PD dopo il tanto criticato modo con cui Renzi ha silurato Letta, calo anche se in termini minori del #M5S.

Vedremo anche se stando alla legge elettorale Italicum, c'è una coalizione che avanti nei consensi rispetto all'altra, riuscirà a raggiungere o superare la soglia minima necessaria del 37% per ottenere il premio di maggioranza.

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Sondaggi elettorali SWG 21 febbraio 2014, intenzioni di voto partiti

Perde un sostanzioso 2,3% il PD che scende al 29,9%, vola Forza Italia al 21,8% guadagnando l'1,8%, calo per il M5S che perde lo 0,7% e ottiene il 23,8% che gli permette comunque di rimanere come secondo partito italiano.

Andiamo ai partiti minori: risale la Lega al 5,1% in aumento dello 0,4%, a dir poco alla deriva il Nuovo Centrodestra che perde l'1,2% precipitando al 3,0%, mentre clamoroso il netto sorpasso di Sel che dal 3,3% giunge al 4,0%. Stabili e appaiati Fratelli d'Italia-An e Scelta Civica al 2,4%, infine Udc in lievissimo rialzo all'1,5%.

Alla voce altri Csx risulta un 1,5% che raddoppia il dato precedente, invariato quello di altri Cdx con l'1,0%. Resta sempre un'incognita la valenza di questi 2 dati nella loro composizione.

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Coalizioni: il Centrodestra è in rialzo dell'1,2% e arriva al 34,8%, mentre scende il Centrosinistra dello 0,9% per un totale del 35,4% che annulla o quasi il vantaggio rilevato la settimana scorsa da Swg.

La prospettiva dunque è quella di un ballotaggio al secondo turno, semprechè si votasse oggi e data per scontata la soglia minima prevista dall'Italicum, che occore ricordare non ha passato ancora il vaglio delle Camere in quanto si attende l'ufficializzazione del Governo Renzi.

#Matteo Renzi