Stefania Giannini è il nuovo ministro all’Istruzione del #Governo Renzi. Ma vediamo di ricostruire la figura di questa donna, divenuto ora guida di uno dei ministeri che da sempre accentra attenzioni e discussioni. Politicamente è segretario di Scelta Civica eletta in Toscana, professionalmente è stata ordinario di glottologia e linguistica e rettore dal 2004 al 2013 dell’Università per Stranieri di Perugia . In Parlamento è membro della 7 commissione permanente ( Istruzione pubblica , beni culturali).

Dal 2009 è membro del Comitato di orientamento strategico per le relazioni scientifiche e culturali fra Italia e Francia e dal 2010 presidente della Società Italia di Glottologia.

I suoi scopi? Combattere la dispersione scolastica e incentivare il merito nella scuola, adoperarsi per una valorizzazione dei titoli di studio ai fini di un più incisivo inserimento nel mondo del lavoro, creare strumenti di integrazione maggiore tra le due parti dell’apprendimento, insegnante e alunno.

Sarà un buon ministro? Visto il suo impegno a livello europeo come rappresentante per l’Italia nel Comitato di selezione del programma Erasmus Mundus presso la Commissione europea fino al 2009 conosce tanti aspetti del mondo scolastico e mastica molto bene le problematiche dell’apprendimento. Si spera che dia un contributo fattibile per ridare impulso e spinta in avanti ad un settore che dovrebbe diventare l’elemento cardine del progresso e dell’avanzamento culturale del paese.