La rivalutazione delle quote della Banca d'Italia, ecco il motivo del contendere che ha scatenato lo scontro tra M5S e gli altri componenti della Camera, portando alla famosa tagliola o ghigliottina agli interventi parlamentari, messa in atto dal presidente della Camera Laura Boldrini, che ha suscitato tanto clamore.

Al Parlamento si sono scontrati urlando frasi come "Boia chi molla", inni come il "Bella Ciao" sventolii di bandiera e quant'altro tra commessi e deputati che si dibattevano forsennatamente, i grillini, decisi a tutto per tutelare il Popolo defraudato del suo potere da una classe politica sempre meno interessata al bene degli italiani.

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Ammesso il sovraccarico che i cittadini sono costretti a subire per scelte politiche, tutt'altro che positive per tutti, accanirsi contro le banche non è intelligentemente parlando il modo migliore per aiutare il paese pur riconoscendo un malaffare diffuso di banche e interessi economici non comprensibili, come le quote Imu pagate durante il #Governo Monti finite nelle mani della Monte Paschi di Siena per evitare il collasso.

La fine delle banche come ha insegnato il caso del crac americano, causa scatenante della crisi mondiale, non giova a nessuno, quindi voler la loro disfatta è oggi più che mai un suicidio di massa dell'economia.

Ma cosa vuol dire rivalutazione? In cosa consiste l'intervento del governo?

Necessario premettere che il 94,33 per cento delle quote del capitale della Banca d'Italia sono in possesso degli Istituti di Credito del Bel Paese: valore delle quali dalla data della sua formazione negli anni '30 era di 300 milioni di lire (oggi 156 mila euro) ripartiti in 300 mila quote da 52 centesimi, non ha subito mai una variazione.

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Premesso ciò, il governo ha voluto intervenire procedendo a una rivalutazione pari a 7,5 miliardi secondo un'idea studiata a tavolino da un collegio di esperti, non considerando però una norma del 2005 che aveva previsto di ridare la Banca d'Italia in mano pubblica.

Le banche secondo gli esperti avranno un incremento del livello di capitalizzazione e il tutto volto ad un nuovo orizzonte europeo sotto la direzione della #bce che si avrà in futuro per una seria di novità che potrebbero creare problemi alle banche dei paesi dell'UE.

Quale sarà il vantaggio per lo Stato? L'incasso della tassazione sulle plusvalenze.

Come verranno pagate le tasse della plusvalenza dalle banche? Data la crisi del paese pare che le banche ricorreranno alle linee di credito concesse dalla Banca Centrale Europea con le azioni di rifinanziamento.

Un emendamento del Senato ha poi previsto che la tassazione della plusvalenza sarà del 12% e non il 20% come al solito, nè il 16% come in prima analisi aveva pensato il governo, e l'incasso sarà di soli 900 milioni e non di un miliardo e mezzo, inoltre, e la partecipazione delle banche private in #bankitalia non può superare il tetto massimo del 3% e la Banca centrale potrà riacquistare le altrui quote in esubero che poi potranno rivendersi.

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Quello che non piace agli italiani e ai grillini sarebbe sostanzialmente che questo gioco di borsa del governo lo pagherà la Banca d'Italia, che essendo un ente astratto gestisce soldi degli italiani che di certo vorrebbero che le riserve accumulate fossero destinate ad altro.

Quello che non piace agli italiani di tutte le fazioni sono le vergognose offese alla Boldrini, di cui si vorrebbe per il rispetto di tutte le donne di qualunque fazione ideologica, che non si può accettare nè in azioni nè in parole.