Il sovraffollamento delle carceri continua ad essere uno dei temi più scottanti da risolvere da parte del neo premier #Matteo Renzi. L'Italia infatti ha ricevuto un ultimatum da parte dell'Unione Europea e si troverà a pagare pesanti sanzioni se non troverà una soluzione al dramma dei penitenziari entro il mese di maggio del 2014.

La nuova legge "Svuotacarceri" approvata dal Parlamento il mese scorso darà sicuramente una boccata di ossigeno ai carceri italiani, diminuendo il numero dei detenuti grazie a pene alternative. Ma, come si temeva, non sarà sufficiente a ridare dignità ad un sistema comunque ai limiti del collasso.

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Resta quindi ancora caldo il tema dell'amnistia e dell'indulto, per ridurre velocemente il numero dei detenuti. Lo stesso Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in una lettera aperta alle Camere, si è detto favorevole a queste misure. La sua relazione è stata portata in Parlamento la scorsa settimana, dopo varie pressioni da parte dei Radicali e l'ennessimo sciopero della fame di Marco Pannella.

I principali schieramenti politici continuano ad essere in disaccordo sulla strada da seguire e le contrapposizioni sono presenti anche all'interno dello stesso partito, in questo caso intendiamo il Partito Democratico.

Partiti favorevoli all'amnistia e all'indulto

I Radicali sono da sempre i promotori di questa soluzione dando vita a manifestazioni in ogni parte d'Italia. Non ultima la marcia del 25 dicembre a Roma.

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Anche Forza Italia si dichiara favorevole anche se al momento preferisce mantenere una posizione di attesa. Per il sì, il Nuovo Centrodestra, il SEL, parte dei Centristi e diversi esponenti del Partito democratico.

Partiti palesemente contrari all'amnistia e all'indulto

Matteo Renzi si è sempre schierato per il no e continua a portare avanti, assieme ai suoi seguaci del partito, questo punto di vista. Estremamente contrari Lega Nord, Fratelli d'Italia e Movimento Cinque Stelle che non vogliono correre il rischio di vedere liberi delinquenti di primo livello.  #Senato #Camera dei Deputati