"Ci sono momenti in cui l'azione militare può essere giustificata. Sta alla Russia agire in modo responsabile: se non lo farà dovrà aspettarsi costi ulteriori".
Le parole pronunciate poco fa dal presidente degli Stati Uniti, #Barack Obama sono fin troppo chiare e non lasciano spazio a fraintendimenti: o Vladimir Putin sceglie di cambiare le decisioni in merito alla politica estera della Russia o la Nato (naturalmente USA compresi), saranno costretti ad intervenire militarmente in difesa del popolo ucraino. 



Era dai tempi della 'guerra fredda' degli anni ottanta che Stati Uniti e Russia non preoccupavano il mondo intero per un possibile conflitto mondiale.

Pubblicità
Pubblicità

Il messaggio, giunto in occasione del G7 (e non G8 proprio per l'assenza di Putin) è una chiara denuncia della grave situazione a cui stiamo assistendo: Barack Obama lo ha detto senza usare mezzi termini, con un tono deciso di chi non intende tollerare oltremisura lo sconfinamento politico adottato nelle ultime settimane da Mosca.



Appellandosi ad una condotta responsabile della Russia e rifiutando qualsiasi paragone dell'attuale situazione nei Balcani rispetto a quella che vide protagonista il Kosovo, il presidente degli Stati Uniti ha confermato che tutti i paesi della Nato sono pronti ad agire congiuntamente in difesa dell'Ucraina e che, nello stesso tempo, sono pronte anche delle sanzioni che andranno a colpire Mosca per ciò che concerne il settore dell'energia, della finanza e quello economico.