Terminato dunque il processo a #Beppe Grillo, leader del movimento 5 stelle, la sentenza è stata raggiunta dal giudice Elena Rocci che ha stabilito una condanna a 4 mesi di reclusione per il comico-politico Beppe. L'accusa è quella di violazione dei sigilli riguardante l'accaduto del lontano 2010.

La vicenda ed il luogo del reato

Torniamo indietro al 5 dicembre di 4 anni fa, quando la struttura che doveva ospitare il movimento 5 stelle era stata posta sotto sequestro a causa di una costruzione illegittima della stessa. In quella occasione Grillo, Perino ed altri manifestati occuparono la stessa struttura dichiarando successivamente che al loro arrivo i sigilli non erano presenti, forse volati via a causa del vento e comunque spariti.

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La struttura era una baita a Chiomonte, destinata a diventare protagonista del movimento 5 stelle ed in particolar modo del movimento No Tav.

Delle 21 accuse rivolte ai presenti nella vicenda ed accusati dunque di violazione di sigillo sono state confermate ben 11 accuse; a Beppe Grillo adesso non resta che ritirarsi in appello ma secondo le ultime notizie bisognerà attendere ancora per scoprire se i legali del leader tenteranno questa nuova via legale o accetteranno la condanna senza richiedere altri processi. Tre mesi è comunque il tempo massimo entro cui Grillo dovrà valutare se proporre o meno l'appello; resta comunque un episodio che ben si appoggia con il clima di forte caos e di squilibro in una nazione sempre più confusa e in sofferenza.

#M5S