Boris Johnson, giornalista e sindaco di Londra, noto per le sue provocazioni, ha affermato la necessità di togliere i figli ai genitori che li educano al fondamentalismo e al terrorismo islamico.

In un articolo firmato da lui apparso sul Daily Telegraph, il sindaco conservatore ha evidenziato l'incongruenza tra il privare della potestà genitoriale chi abusi sessualmente dei propri figli o li esponga alla visione di materiale pornografico, e l'impossibilità di intervenire, invece, per sottrarre i minori a chi li educhi secondo i principi fondamentalisti dell'islamismo. Il sindaco chiede che le forze dell'ordine e i servizi sociali possano intervenire lì dove ci siano situazioni in cui i minori vengano incoraggiati dalla famiglia a tali teorie, affinché non abbiano a ripetersi episodi tragici come quello del soldato inglese ucciso a Londra lo scorso anno da due giovani fanatici islamici, cittadini britannici, a colpi di machete.

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Immediate sono scattate le proteste di chi vede a repentaglio la libertà di educazione dei propri figli, sottolineando anche la difficoltà ad accertare il tipo di educazione che viene impartita all'interno delle mura domestiche, oltre a porre in evidenza che sarebbe difficile stabilire in che termini e modalità le istituzioni dovrebbero intervenire e su quali presupposti specifici. Gli oppositori di Johnson temono altresì che un provvedimento del genere possa essere il primo passo per un'intollerabile limitazione dei diritti fondamentali.

C'è da dire, però, che l'esternazione del sindaco a molti è apparsa come la sua ennesima provocazione, da non prendere troppo sul serio, ispirata dalla voglia di protagonismo di Johnson, che probabilmente aspira ad acquisire la massima visibilità possibile, al fine di contendere a David Cameron la leadership dei Tories e quindi la premiership nazionale.

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