Domenica 30 Marzo si terranno ad Istanbul, come in moltissime altre città della Turchia, le elezioni (seçim günü) per rinnovare le amministrazioni locali. Tre sono gli schieramenti che si contendono la vittoria ma non sono escluse "sorprese" da parte dei partiti che non sono presenti o che hanno degli esponenti tra i 27 indipendenti all'interno del Parlamento turco.

Abbiamo il Partito per la giustizia e lo sviluppo (Adalet ve Kalkınma Partisi, AKP), del premier Recep Tayyip Erdoğan che governa dal 2003 la Turchia. Questo partito rappresenta lo schieramento liberale, conservatore e degli islamici moderati. Esso deve fare i conti con le ultime manifestazioni di protesta guidate dal movimento nato dopo le note vicende di Gezi Park, con gli scandali di tangenti e peculato che hanno travolto ministri e alti dirigenti del partito e per finire l'ultima, poco felice iniziativa di questi giorni, di oscurare il social network Twitter.

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A questo partito che comunque continua a godere di grandi consensi, si contrappone il Partito Popolare Repubblicano (Cumhuriyet Halk Partisi, CHP), ovvero i nazionalisti laici, portatori dei principi del kemalismo e associati all'europeo PSE. Infine c'é il Partito di azione nazionale (Millyetçi Hareket Partisi, MHP), emanazione parlamentare del gruppo di estrema destra nazionalista dei "Lupi Grigi", il movimento politico balzato alle cronache di tutto il mondo per aver avuto tra le sue file l'attentantore del Papa Giovanni Paolo II, Mehmet Ali Ağca ma anche per essere stato coinvolto nella vicenda "Gladio" articolata dalla CIA per impedire, con qualsiasi mezzo, l'avanzata dei partiti comunisti nei Paesi NATO durante la guerra fredda.

A questi tre partiti si aggiungono altri minori, tra i quali ricordiamo il Partito della Pace e della Democrazia (Barış ve Demokrasi Partisi, BDP) dove la stragrande maggioranza dei suoi esponenti appartengono alla comunità curda e il Partito Democratico del Popolo (Halkların Demokratik Partisi, HDP), gemellato con il BDP ma che rappresenta tutta la popolazione della Turchia a prescindere dalle appartenenze etniche e religiose.

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Entrambi gli schieramenti accolgono le istanze dei partiti della sinistra europea e in questa tornata elettorale adottano la strategia del "patto di desistenza".

In base agli ultimi sondaggi che ho trovato in rete, a Izmir e Ankara dovrebbe vincere il CHP, a Erzurum il MHP, a Şanlıurfa il BDP, mentre ad Istanbul é un testa a testa tra AKP e il CHP. Il corpo elettorale di Istanbul oltre a votare il Sindaco della città metropolitana (İstanbul Büyük Şehir Belediye Başkanı) dovrà votare il Sindaco della municipalità di appartenenza (Belediye Başkanın, uno per i 28 distretti di Istanbul) e il Muhtar ovvero il Sindaco del quartiere di appartenenza dato che molte municipalità si avvicinano al milione di abitanti e sono divise a loro volta in Mahalle (quartiere). Vi ricordo che con i suoi 15 milioni di abitanti, Istanbul é il centro municipale più popoloso d'Europa, quindi per il partito che l'amministra oltre al prestigio significa anche un consenso da sfruttare a livello nazionale. Da questa tornata elettorale potremmo capire gli sviluppi politici che si prospetteranno nell'immediato futuro con le prime elezioni a suffragio universale del Presidente della Repubblica questa estate e le #Elezioni politiche del prossimo anno.