Si rischia la guerra tra Russia e Ucraina? E quali sono le ragioni che hanno portato Vladimir Putin a decidere per l'invasione della Crimea? Tutto inizia, ovviamente, con gli scontri di Kiev che hanno portato al rovesciamento del presidente Yanukovich - fuggito proprio in Russia - e all'insediamento di un nuovo governo, con la benedizione della leader scarcerata Yulia Timoshenko.

L'Ucraina è una nazione infatti da tempo divisa tra una parte che guarda con maggiore benevolenza all'Europa - vista come una casa che garantisce democrazia e libertà - e una parte che invece preferisce la protezione russa - considerate le affinità storiche, la volontà di Putin di ricreare una federazione euroasiatica con al centro la Russia e il fatto che moltissimi in Ucraina sono di madrelingua russa.

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L'Ucraina si trova così contesa tra Europa e Russia: il secondo stato del continente per dimensioni e abitato da 45 milioni di abitanti rischia di dividersi a causa di due forze opposte che l'attraggono a sé. Ma a far scatenare le forti tensioni di questi giorni tra Kiev e Mosca - con il rischio che scoppi una vera e propria guerra tra Russia e Ucraina - è stato il rovesciamento di Yanukovich, presidente filo russo e l'instaurazione quindi di un governo filo europeo.

La miccia, però, è la Crimea. Regione dalla storia travagliata, era una provincia della Federazione russa che russa si è sempre sentita. Fino a che, nel 1954, Krushev la regalò all'Ucraina in occasione del trecentesimo anniversario del trattato di pace tra le due nazioni (leggenda vuole che il presidente dell'Urss fosse ubriaco quando prese questa decisione).

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Una decisione che non è mai piaciuta agli abitanti della Crimea, che si sentono russi. Una decisione comunque accettata anche dopo la caduta dell'Unione Sovietica, un po' per le garanzie dello statuto di repubblica autonoma all'interno dell'Ucraina, un po' perché - fino a ieri - il governo insediato era quello filo russo di Yanukovich.

Ora le cose sono però cambiate, e l'insofferenza della Crimea nei confronti del governo che si è instaurato a Kiev ha portato Putin a prendere la decisione di invadere la repubblica autonoma, con il beneplacito di una larga parte della popolazione. Un'invasione per cui, tra l'altro, Putin non ha dovuto nemmeno superare le frontiere, dal momento che ha utilizzato i quindicimila uomini della base navale russa di Sebastopoli.