Il jobs act di Renzi potrebbe venir presentato dal governo già nel mese di marzo. Almeno queste sono le ultime indicazioni che arrivano dall'esecutivo guidato da #Matteo Renzi. Una riforma del lavoro che ha l'obiettivo di sbloccare i meccanismi che stanno alla base delle assunzioni e di modificare radicalmente le leggi che regolano disoccupazione, cassa integrazione, articolo 18 e via dicendo. Ma quali sono i punti principali, del jobs act, il piano per il lavoro di Matteo Renzi

Il punto principale del Jobs act di Renzi riguarda i nuovi contratti a tempo indeterminato a tutele crescenti. Per i neo assunti, infatti, il contratto sarebbe privo delle tutele previste dall'articolo 18 per i primi tre anni.

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Non vi è invece una scadenza del contratto come oggi avviene con i contratti di apprendistato, che verrebbero inoltre uniformati. Nei primi tre anni di contratto inoltre l'imprenditore non dovrà versare i contributi, a carico dello stato.

Nel Jobs act di Renzi è prevista l'abolizione della cassa integrazione, che verrebbe sostituita da un sussidio di disoccupazione universale che si potrebbe rilasciare anche a coloro i quali oggi non hanno i requisiti per accedervi, com'è il caso dei collaboratori. La copertura per questo nuovo sussidio si troverebbe proprio grazie all'abolizione di Aspi, mini Aspi e cassa d'integrazione di deroga.

Infine, il Jobs act di Renzi prevede anche un rilancio delle politiche attive. Si punta principalmente sui giovani, sui ragazzi che hanno meno di 25 anni e che hanno perso il lavoro o portato a termine gli studi da almeno quattro mesi.

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Gli incentivi alle assunzioni nei confronti dei più giovani saranno coperti grazie al piano europeo che dovrebbe portare all'Italia 1,5 miliardi di euro.  #Lavoro giovani