Martedì primo aprile, i treni della Metropolitana di Salerno si fermeranno. E non è uno scherzo.

In tale data scadrà, infatti, la proroga chiesta a proprie spese (circa 300 mila euro al mese) dal Comune di Salerno a Trenitalia per l'effettuazione del servizio.

La storia della Metropolitana

Per comprendere l'assurdità della vicenda è necessario tornare indietro di qualche anno.

Quello della Metropolitana leggera è sempre stato un cavallo di battaglia di Vincenzo De Luca, che amministra la città per il quarto mandato (non consecutivo). La sua realizzazione è stata particolarmente lunga e complicata, un po' per la carenza di fondi, molto per l'ostruzionismo dei governatori che si sono succeduti, essendo, quella dei trasporti, una competenza regionale.

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Bassolino era acerrimo nemico del sindaco, pur militando nello stesso partito; Rastelli e Caldoro lo contrastavano per interessi di partito, essendo stati eletti nelle file del centro-destra. Nessuno aveva interesse a che De Luca potesse vantare questo successo, non avendo mai nascosto, il sindaco, l'ambizione di dare la scalata alla Regione Campania.

Finalmente, nel novembre scorso, grazie anche alla nomina di De Luca a sottosegretario ai Trasporti del governo Letta, la situazione si sblocca e la Metropolitana, da anni terminata e inutilizzata, può partire.

Rimane il problema di far fronte ai costi da corrispondere a Trenitalia, gestore del servizio. La Regione fa orecchio da mercante e il Comune se ne fa carico, prima fino a gennaio e poi fino a marzo.

Nel frattempo la Regione si è ben guardata dall'inserire la Metropolitana di Salerno nel contratto d'esercizio stipulato con Trenitalia.

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L'ultimo tentativo fatto dal sindaco è stato quello di provare a sbloccare dei fondi, che si sarebbero dovuti utilizzare per l'acquisto di treni nuovi, per dirottarli sulla gestione del servizio. Si tratta di 5 milioni, già stanziati, per i quali è necessaria l'autorizzazione del ministro Lupi, ma la pratica è ferma al Ministero.

A questo punto, non potendo più il Comune sopperire finanziariamente alle mancanze della Regione Campania, Trenitalia interromperà il servizio.

Sulla vicenda, il governatore Stefano Caldoro ha fatto sapere di non avere alcuna intenzione di pronunciarsi. Troppo impegnato, forse, a gestire gli sviluppi delle indagini della Procura napoletana sulla vicenda America's Cup e sugli affari immobiliari del suo segretario.

Il capolinea appare ora inevitabile, nonostante la discesa in campo, forse tardiva, del mondo sindacale e dell'associazionismo, impegnati a sostenere un'opera costata decine di milioni e che, nella sua breve vita, si dimostrata fondamentale per un progetto di mobilità ecosostenibile.

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Sabato e domenica, CGIL, Legambiente, associazioni studentesche, organizzeranno una raccolta di firme da presentare al Ministero e alla Regione per scongiurare l'interruzione del servizio.

Tavoli di raccolta saranno predisposti per tutta la città e, c'è da scommettere, saranno molti i cittadini che accorreranno a firmare, magari in metropolitana.