Come funziona la legge elettorale Italicum che si sta approvando in queste ore alla #Camera dei Deputati? I nodi ancora da sciogliere riguardano infatti quando entrerà in vigore la legge, se sarà collegata all'abolizione del Senato e altre minori modifiche che saranno eventualmente apportate. Quel che però tutti vanno ripetendo è che l'impianto generale della riforma non sarà stravolto. Ecco in cosa consiste.

Il premio di maggioranza è il punto centrale della nuova legge elettorale Italicum: la coalizione che conquista il 37% dei voti avrà in dote il 15% dei seggi, in modo da ottenere la maggioranza dei parlamentari e poter così formare il governo.

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Nessuna coalizione, però, potrà ottenere più del 55% dei seggi.

Il doppio turno. Nel caso nessuna coalizione raggiunga il 37% dei voti, due settimane dopo il primo turno si andrà nuovamente a votare, ma si potrà scegliere solo una tra le due coalizioni arrivate prime. Quella vincente in questo secondo turno si aggiudicherà il premio di maggioranza necessario a formare il governo. Una soluzione, quella del doppio turno, che punta a garantire la stabilità.

Le soglie di sbarramento. Sono uno dei punti più controversi della legge elettorale Italicum e che molti partiti minori mirano ad abolire, o almeno ad abbassare. Al momento è infatti prevista una soglia di sbarramento del 4,5% per i partiti che corrono in coalizione con altri e dell'8% per i partiti che corrono da soli. Una norma che favorisce il bipolarismo, costringendo i partiti più piccoli ad allearsi.

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La norma salva Lega. La legge elettorale Italicum prevede una norma per tutelare i partiti che godono di una forte rappresentazione territoriale. Se anche non raggiungeranno la soglia di sbarramento, potranno accedere al Parlamento quei partiti che avranno conquistato almeno il 9% dei voti in tre Regioni. #Elezioni politiche