Comincia decisamente male per il neo presidente del Consiglio, il percorso verso l’approvazione dell'ormai famoso decreto Italicum: infatti, dopo settimane intense di trattative con tanto di accordo strappato con i denti al leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, sono arrivate le prime grane proprio in coincidenza con le prime votazioni.


Tanto per cominciare, la proposta di #Matteo Renzi per la nuova legge elettorale riguarderà soltanto la Camera e non il Senato, come invece si era previsto inizialmente: ma la vera preoccupazione per il leader del PD riguarda soprattutto la presenza di franchi tiratori che stanno facendo ostruzionismo, sin dalle prime battute.


Se il buongiorno si vede dal mattino, l'Italicum avrà un destino particolarmente travagliato: infatti le prime votazioni a scrutinio segreto, che riguardavano gli emendamenti proposti, hanno fatto registrare rispettivamente 341 e 316 no. Rispetto al 'quorum' necessario, mancano almeno una cinquantina di deputati all’appello, visto che quelli che dovrebbero esprimere parere favorevole alla nuova legge elettorale dovrebbero essere 394.


Sin dalle prime battute, dunque, si è capito che il percorso per l’approvazione finale dell’Italicum sarà cosparso di trappole provenienti da destra ma anche da sinistra, il che potrebbe far slittare di qualche giorno la sua approvazione a cui, invece, Matteo Renzi vorrebbe assolutamente arrivare entro la giornata di venerdì. 



Teniamo presente, comunque, che se anche l’Italicum dovesse finire approvato, potrebbe esserci ugualmente il rischio che non si tramuti in legge: c'è infatti, chi ha già chiesto al presidente Napolitano (il piddino Pippo Civati) di non promulgare il decreto, perchè da giudicarsi come anticostituzionale. #Elezioni politiche