È stato presentato al #Senato un disegno di legge per regolamentare la prostituzione. Tra le fautrici del progetto stranamente figurano quasi tutte donne: Maria Spilabotte, Valeria Fedeli, Rosa Maria di Giorgi e Monica Cirinnà e l'unico uomo Sergio Lo giudice tutti del PD a cui si è aggiunta successivamente Alessandra Mussolini di Forza Italia.

Il modello del progetto italiano si avvicina molto a quello tedesco e olandese. Il provvedimento prevede la regolarizzazione della prostituzione negli appartamenti privati, ma anche poter ospitare persone dedite a quest'attività.

Questo consentirebbe agli Organi preposti maggiori controlli e debellare il fenomeno dello sfruttamento.

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Le senatrici coinvolte nel progetto specificano che non si tratta di riaprire le case chiuse ma riconoscere il diritto a chi sceglie, liberamente e senza costrizioni, questa professione. Il Progetto di Legge, infatti definisce la parola prostituzione come "Mettere a disposizione di terze persone e a fine di lucro, il proprio corpo per compimento di atti sessuali".

La questione ha anche un lato burocratico in quanto si prevede un'iscrizione alla Camera di Commercio e possedere un certificato medico che attesti l'idoneità fisica e psicologica. Naturalmente dopo l'iscrizione e relativa certificazione i sex worker (coloro che lavorano con il proprio corpo: donne ma naturalmente esteso anche ad uomini e trans) dovranno aprire la Partita IVA con conseguente emissioni di ricevute e versamento delle tasse dovute.

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Secondo alcune ricerche il numero di prostitute in Italia si aggira intorno alle 50.000, quindi sarebbe un bel gettito fiscale da questa nuova categoria di lavoratori. Contro queste ipotesi sono intervenuti Carlo Giovanardi di Forza Italia che ritene il progetto folle, mentre Massimo Bitonci del PD chiede che il provvedimento sia messo a referendum all'interno del suo partito.

Il fatto che sono proprio le donne, dopo 56 anni dalla Legge Merlin, a studiare questo disegno di legge, dovrebbe far capire che la prostituzione è una realtà e un lavoro per alcuni, e come tale va regolamentata.