Si complica la situazione a Kiev dopo la mobilitazione di truppe russe avanzata dal presidente Vladimir Putin e accettata dal Senato a Mosca. Dagli Stati Uniti #Barack Obama avverte che si sta tenendo sotto controllo la situazione in Ucraina. Venerdì, alla Casa Bianca il presidente Barack Obama aveva sollevato il problema della Crimea, diventata il palcoscenico di tensioni ancora più acute tra Mosca e l'Occidente e lanciato un preciso monito a Mosca, sottolineando che "un intervento militare in Ucraina non sarebbe senza costi da pagare".

Alle 20, ora italiana, si terrà una riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza dell'ONU richiesta dalla Gran Bretagna. Sulla questione lunedì si potrebbe riunire un'assemblea dei ministri degli Esteri per discutere gli eventuali provvedimenti. Nel frattempo continuano gli scontri nella regione della Crimea dove il palazzo del Parlamento è stato preso d'assedio da filorussi armati, mentre nel sud-ovest del Paese avanzano i carri armati russi. Dopo la destituzione del presidente Viktor Ianukovich, il leader della rivolta l'ex pugile invoca la mobilitazione dei ribelli contro gli invasori russi.

Continuano le occupazioni da parte dei filorussi insorti in tutte le regioni, in particolare a Donetsk è stato assediato palazzo dell'amministrazione regionale. Sul versante politico, la Russia si prepara a votare la legge con la quale non si avrà bisogno di trattati internazionali per l'assorbimento di aree geografiche e pertanto sarà necessario il solo referendum che si terrà nei prossimi giorni.

Sembra che non verranno utilizzati canali di comunicazione diplomatica per scongiurare l'ingerenza militare della Russia. A niente sono serviti gli appelli di vari esponenti della politica europea come la cancelliera Angela Merkel o l'ex presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso.