I risultati del referendum in Crimea sono andati oltre ogni aspettativa: circa il 95% degli abitanti della provincia russofona e russofila hanno detto sì all'annessione alla Russia. E adesso che cosa succede? Quali saranno le conseguenze di un referendum che tutto l'Occidente, e ovviamente il governo ucraino di Kiev, hanno dichiarato illegale mentre Mosca lo ritiene legittimo? Il grande timore è che possa davvero scoppiare una guerra tra Russia e Ucraina.

Che questa possa essere, però, la vera conseguenza del referendum in Crimea è ancora tutto da vedere. Per il momento, infatti, l'unica cosa certa è che gli abitanti della regione hanno chiesto l'indipendenza totale dall'Ucraina e l'annessione alla Russia.

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Ma l'annessione, per essere completata, dev'essere prima accettata dalla Russia, che sulla questione si pronuncerà il 21 marzo. E la decisione non è poi così scontata.

Certo, l'ondata di patriottismo che si respira in Russia e il comportamento tenuto da Putin in questi giorni fanno pensare che difficilmente adesso la Duma possa respingere con un "no, grazie" le richieste che vengono dalla penisola. Il problema è che Putin non è sicuro di voler affrontare le pesanti sanzioni che seguirebbero, il ritiro dei visti e il blocco dei beni dei potenti oligarchi di Mosca, che potrebbero ribellarsi. Una soluzione di compromesso potrebbe essere individuata donando alla Crimea lo status di Repubblica indipendente, sia dalla Russia che dall'Ucraina.

Una conseguenza del referendum che però non è forse stata abbastanza tenuta in conto è che tutta l'area russofila ucraina, quella sud orientale, chiede ora a gran voce che anche a loro sia consentito di esprimersi sull'indipendenza.

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Così come si teme che, sotto sotto, Putin non stia aspettando altro che il momento giusto per proseguire nell'invasione e annettere altre porzioni di territorio ucraino. E a quel punto, la guerra sarebbe inevitabile.