A un mese esatto dalla scadenza del termine imposto all' Italia dall'Unione Europea per risolvere il problema del sovraffollamento carceri, il dibattito politico è ancora aperto e le soluzioni sono ancora molto lontane dall'essere trovate.

A sollecitare nuovi provvedimenti è ancora una volta il Presidente della Repubblica #Giorgio Napolitano da sempre d'accordo circa il ricorso all'#amnistia e all'#indulto. L'occasione è questa volta la telefonata di Papa Francesco a Marco Pannella, appena dimesso dal Policlinico Gemelli in seguito all'operazione per un'aneurisma all'aorta addominale. Il Presidente ha ringraziato il Pontefice per essere vicino a leader Radicale, da sempre in prima linea nel "perorare la causa dei detenuti ristretti in condizioni disumane in carceri sovraffollate e inidonee". Ricordiamo infatti che Pannella aveva deciso di continuare lo sciopero della sete anche dopo l'operazione ma il sostegno del Papa lo aveva fatto desistere.

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Giorgio Napolitano già nell'ottobre del 2013 aveva chiesto al Governo Letta, con una lettera aperta al Parlamento, di prendere il considerazione i provvedimenti di clemenza quali amnistia e indulto. Tale possibilità non era stata successivamente considerata dal Premier Matteo Renzi, da sempre contrario ad una tale soluzione. Lo stesso Ministro Orlando ha riferito in Parlamento pochi giorni fa circa l'avvio di rimborsi ai detenuti che vivono in condizioni di particolare disagio, oltre che di sconti di pena. Un fatto che, pur abbassando ancora il numero dei detenuti, non dovrebbe tuttavia far rientrare il nostro paese nei parametri richiesti dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

Da qui la chiara richiesta del Presidente Napolitano di fare il punto sulle misure adottate e da adottare.