La data del 28 maggio 2014 è sempre più vicina ma il problema del sovraffollamento delle carceri italiane sembra ancora molto lontano dal trovare una soluzione. Ricordiamo, infatti, che entro tale giorno, l'Italia dovrà rientrare nei parametri imposti dalla Corte Europea per i diritti dell'uomo, diversamente dovrà pagare pesanti sanzioni.

È tuttavia recente la notizia che conferma il numero dei detenuti all'interno dei penitenziari italiani: è lo stesso Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (DAP) a rendere noto che attualmente le persone presenti nelle diverse strutture carcerarie sono 60.167 unità, a fronte di una capienza complessiva di 48.309 posti.

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Qualche giorno fa il Partito Radicale aveva messo in discussione queste stime, affermando che nelle effettive disponibilità era compresa anche qualche struttura carceraria non agibile o in via di ristrutturazione. Il DAP ha tuttavia riconfermato i propri numeri, affermando che ogni altra dichiarazione contraria a quanto sopra non è da considerarsi veritiera.

Sta di fatto che qualche giorno fa è stato chiuso il carcere di Lamezia Terme e che i suoi 51 detenuti sono stati trasferiti in altre strutture. Tale penitenziario era balzato sulle cronache qualche mese fa come il carcere più sovraffollato d'Italia con 81 persone su una capienza di sole 30 unità ed una percentuale di persone in surplus di circa il 170%.

Mentre si discute su i reali dati, il mondo politico continua ad interrogarsi su quale sia il modo più veloce per trovare la soluzione al sovraffollamento e alle impossibili condizioni dei detenuti in poco più di un mese.

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E a riguardo l'alternativa dell'#amnistia e dell'#indulto sembra ancora la forma più veloce per rientrare nei parametri imposti dall'UE. #Unione Europea