‘Considerata la scadenza del 28 maggio 2014 che ci ha imposto l’Europa, direi che #amnistia e #indulto non possono essere escluse’: con queste parole il Ministro della Giustizia Orlando si è rivolto ad alcuni cronisti in occasione del meeting che ha visto il guardasigilli impegnato a presentare il Piano Carceri dinnanzi ai vertici della Corte europea dei diritti dell'uomo.



L’incontro, tenutosi a Strasburgo, ha rappresentato l’occasione per fare il punto della situazione sul sovraffollamento carcerario che ormai da anni interessa i penitenziari italiani, e nonostante gli stessi vertici europei abbiano salutato con favore il pacchetto di provvedimenti stilati dal #Governo Renzi ancora molto bisogna fare.

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Ecco che Amnistia e Indulto 2014 vengono finalmente considerate come due valide alternative.

Amnistia e Indulto 2014, Orlando apre ai due provvedimenti e presenta il Piano Carceri: 'Non possiamo escluderli'



E’una due giorni di incontri serrati e continui meeting quella che sta vivendo il Ministro Orlando, impegnato a dialogare con i vertici della Corte europea dei diritti dell'uomo su quanto fatto dall’Italia per risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri.



Nonostante l’organismo dell’Unione abbia salutato con favore il pacchetto di proposte contenute nel Piano Carceri, Orlando ha fatto presente che dinnanzi all’imminenza della scadenza imposta dalla Corte di Strasburgo per invertire il trend non è possibile escludere nulla, ‘neanche Amnistia e Indulto’.



Il Ministro della Giustizia ha precisato che si tratterebbe certo di una sconfitta, ma nulla può essere scartato dato che ‘l’Italia rischia di dover pagare 100 milioni di euro all’anno alle persone detenute in condizioni di sovraffollamento carcerario’. Ecco che Amnistia e Indulto 2014 vanno necessariamente prese in considerazione, anche se lo stesso guardasigilli ha fatto presente che il governo Renzo ha in mente di inserire nel Piano Carceri un programma fatto di indennizzi economici e sconti di pena per i detenuti.



In particolare si parla di 10 o 20 euro da erogare agli stessi carcerati per ogni giorno di detenzione in condizioni non rispettose dei dettami imposti dall’Europa (lo spazio vitale è fissato a 3 metri quadrati, in Italia in molti penitenziari ci si ferma a 2) e di sconti di pena nella misura massima del 20% sul totale decretato in sede di condanna, misura questa da attuarsi per coloro i quali si trovino ancora in regime di detenzione.



Adesso che il rischio di pagare pesanti sanzioni si va avvicinando, il governo Renzi si vede dunque costretto a prendere in considerazione Amnistia e Indulto 2014, con buona pace dello stesso premier, sin qui fermamente convinto a non ricorrere ai due provvedimenti di clemenza generale per via del messaggio amorale sotteso alla loro ratifica.



A ben vedere però, sono proprio le istituzioni italiane ad aver per prime calpestato la morale, tralasciando di considerare una situazione che non si è certo palesata dall’oggi al domani, con l’Associazione Antigone ad aver più volte sottolineato già nel 2012 come i picchi di sovraffollamento nelle carceri stessero raggiungendo livelli improponibili.



Il resto è storia dei giorni nostri, con un Piano carceri che prevede la possibilità di risarcire individui umiliati nello spirito e nell’orgoglio erogando loro del denaro (anche questo a dire il vero non sembra proprio rispettoso della morale); a questo punto non resta che attendere i futuri sviluppi sperando che Amnistia e Indulto 2014, attualmente le sole vie che potrebbero consentire un rapido rovesciamento delle cose, possano essere prese in considerazione anche nei fatti oltre che a parole.