Sono entrati in azione all'alba, i carabinieri del ROS di Brescia, per arrestare 24 persone accusate di terrorismo, eversione e fabbricazione di armi.

Gli arrestati fanno tutti parte di un gruppo secessionista, accusato di progettare iniziative violente per ottenere la secessione del Veneto.

L'inchiesta

Le indagini si sono sviluppate tra le province di Padova, Treviso, Rovigo, Vicenza e Verona ed hanno fatto scattare le manette ai polsi di personaggi eccellenti, come l'ex deputato Franco Rocchetta. Fondatore della Liga Veneta, in seguito confluita nella Lega Nord, recentemente Rocchetta è stato tra i promotori del referendum per la secessione del Veneto, salito agli onori della cronaca, prima per l'eccezionale partecipazione al voto e poi per le verifiche che hanno accertato la falsità dei dati dei votanti.

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Altri personaggi di spicco finiti nella rete degli inquirenti sono il leader del movimento dei Forconi in Veneto e due reduci del gruppo dei Serenissimi che, nel 1997, si resero protagonisti di una clamorosa azione dimostrativa in Piazza San Marco a Venezia.

Altro punto di contatto con l'azione dei Serenissimi è il sequestro, da parte dei carabinieri, di un carro armato artigianale, costruito sulla falsariga del famoso "tanko" utilizzato nell'azione del 1997.

La disponibilità di armi ed esplosivi, unito al linguaggio eversivo delle conversazioni intercettate, ha convinto gli inquirenti che non si trovavano di fronte alla progettazione di azioni dimostrative, ma ad azioni eversive vere e proprie.

Le reazioni

Non si sono fatte attendere le reazioni del mondo politico, in particolare di tutti i principali esponenti della Lega Nord, a cominciare dal segretario Matteo Salvini, secondo il quale l'arresto di chi vuole l'indipendenza "è una follia", rincarando la dose con "lo Stato non ci fa paura".

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Sulla stessa linea il fondatore della Lega Umberto Bossi che ha definito gli arresti "un bluff che non fermerà il processo d'indipendenza".

Ha cercato di smorzare i toni il premier #Matteo Renzi che, seguendo la vicenda da Bruxelles, ha assicurato sulla tenuta delle istituzioni democratiche, tenuta aiutata dal fatto che "il governo non commenta il lavoro della magistratura". Anche questa sembra essere una novità rispetto alle abitudini degli ultimi vent'anni.

E' comunque il caso di non sottovalutare episodi come questo dei secessionisti armati e quello dei secessionisti del web che, pur nella loro artigianalità, sono la spia di un malessere, non più tanto sotterraneo, che rischia di degenerare da un momento all'altro.