Il guru del #M5S ha rilasciato in queste ultime ore un'intervista al Fatto Quotidiano in cui si è espresso su alcune importanti questioni del M5S, il simbolo della rinascita dell'Italia, della svolta, della contestazione del sistema, dichiarando di non aver impostato la campagna elettorale per l'uscita dall'Euro ma di voler avere garanzie dall'Europa, come una necessaria revisione del Fiscal Compact. Roberto Casaleggio ha affermato che i veri problemi dell'Italia sono la corruzione della casta, il debito pubblico, la spesa pubblica, e i finanziamenti ai giornali portatori d'informazione pilotata e di servilismo, per i quali propone l'abolizione dell'Ordine e una legge per imporre "editori puri".

Pubblicità
Pubblicità

Il cofondatore del M5S ha rimarcato la sua idea di democrazia diretta in merito alle espulsioni dei dissidenti, soprattutto riguardo la questione della chiusura degli inceneritori con il sindaco Pizzarotti, invocando la "Pacta sunt servanda", sottolineando che chi non mantiene gli impegni deve essere cacciato, senza nessun accenno alla sovranità nazionale monetaria, il cavallo di battaglia dello Tsunami Tour di #Beppe Grillo delle elezioni politiche 2013, smentito in questi ultime settimane anche dal leader del M5S.

Dunque dopo circa 10 mesi d'insediamento all'opposizione, il grillino ha sottolineato che il M5S non farà alleanze per le prossime #Elezioni europee con le correnti populiste anti euro, spiegando che se riusciranno a trovare 6 gruppi vicini alle loro idee, formeranno un gruppo parlamentare a Strasburgo e lo metteranno ai voti sulla rete.

Pubblicità

Votazioni online garantite da una società terza.

Insomma nessuna campagna elettorale contro l'euro e l'Europa per il M5S, accusato dal leader francese del Front National, Marine Le Pen, di essere complice del sistema e di essere un veicolo di contestazione che incanala la protesta e la rivolta del popolo italiano verso un'opposizione illusoria, inutile e innocua. Secondo l'indiscrezione di Contro Informazione, il cofondatore del movimento denominato "la primavera araba" o il "movimento arancione" sarebbe guidato dai poteri forti della finanza, definiti "i manipolatori della prostesta", gli stessi che i grillini contestano ogni giorno a Montecitorio.

Il cuore pulsante della rete del M5S, messo sotto pressione da alcuni dossier e dalle accuse di essere parte dei poteri forti finanziari, dimagrito e con indosso un capellino per nascondere il recente intervento subito alla testa, ha affermato che il M5S diventerà la prima forza politica italiana, che l'Italicum non si farà più e che dovrebbe esserci un ritorno alla legge elettorale del 2006, Costituzionalmente legittima, del Mattarelum, inoltre Casaleggio ha denunciato la manovra di dossieraggio contro di lui e Beppe Grillo e rivelato di essere stato pedinato insieme con tutta la famiglia.

Pubblicità

Ma non finisce qui. Infatti il braccio destro dell'ex comico Beppe Grillo, il leader del M5S, ha dichiarato di appoggiare la proposta di Vannino Chiti sulla riforma del Senato, e di essere a favore del dimezzamento dei parlamentari e dei senatori, al taglio delle indennità, al bicameralismo e agli equilibri costituzionali tra Camera e Senato, totalmente elettivi con democrazia partecipativa e diretta dal popolo, e ha concluso affermando di avere un brutto carattere e per questo motivo di non volersi pronunciare in merito alle polemiche sulla poca trasparenza dei bilanci milionari del blog del M5S.