Pare che l'aria di primavera, nell'attuale #Forza Italia dilaniato dalla condanna che ha colpito il suo leader e fondatore, ispiri, come nel caso di molte specie di volatili, una sorta di istinto migratorio. E non solo da parte di opportunisti di professione, interessati unicamente al successo e non umanamente affezionati alle persone, ma anche da parte di fedelissimi e insospettabili, come Bonaiuti appena qualche giorno fa, e come il senatore Sandro Bondi, fedelissimo del presidente Berlusconi, a cui ha anche dedicato diversi scritti e poesie.

Come riporta il Fatto Quotidiano, l'oramai ex senatore di FI, lascia la nave, non per i problemi personali di Berlusconi che si traducono inevitabilmente in problemi di consenso per il partito, ma perché Bondi vede un centrodestra diviso, in cerca di identità e senza una strategia per il futuro.

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#Silvio Berlusconi

Meglio quindi, cambiare verso, intraprendere una svolta di renziana memoria, chiedendo a Berlusconi di sostenere proprio il Presidente del Consiglio e la sua azione in maniera non ambigua e chiara, appoggiandolo "se Renzi farà delle cose giuste", e invece criticandolo "con fermezza solo se non manterrà fede alle sue promesse di cambiamento e di modernizzazione dell'Italia".


Bondi, senatore e coordinatore nazionale del fu Pdl e di FI, ha un passato da militante comunista, prima di fare il suo ingresso nel partito fondato da Dell'Utri e Berlusconi a metà anni '90. Da allora è sempre stato uno degli uomini più fedeli dell'ex premier. Dopo il recente e doloroso scioglimento del Pdl, Sandro Bondi non ha avuto dubbi e nel novembre del 2013 ha aderito nuovamente a FI. Tuttavia, già dalla metà di aprile, come rivelato sul quotidiano La Stampa, aveva inviato le sue dimissioni da amministratore nazionale del rinato partito. Oggi la conferma e l'ufficialità: Sandro Bondi e il suo estro poetico non fanno più parte di FI.