Il terzo governo tecnico Renzi sta proseguendo il suo iter programmatico di riforme per lo sviluppo e la crescita economica del paese e oggi alla Camera ha approvato, nonostante il no di #M5S, Lega Nord, FI il ddl sulla riforma delle Sanzioni, con 332 sì, 104 no, e 22 astenuti.

Il testo tra le norme prevede la messa in prova pene alternative di detenzione al carcere, depenalizzazione della coltivazione della marijuana a consumo personale, con il fine di smaltire il sovraffollamento delle carceri e decongestionare i tribunali, e la depenalizzazione dell'immigrazione clandestina.

Immediata è scoppiata la bagarre e l'ostruzionismo in aula degli esponenti M5S, che hanno definito il ddl la "porcata svuota carceri", FI, e della Lega Nord, tutti contro una norma di legge che considerano troppo permissiva con gli immigrati, e che sostanzialmente cancella il reato e lo rende penale solo nel caso di reingresso in violazione di un provvedimento di espulsione: ma l'obiettivo di far slittare l'approvazione del ddl sanzioni, è fallito, da qui a 18 mesi il decreto potrebbe diventare esecutivo.

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Dunque l'esecutivo a due mesi dall'insediamento, dopo la difficile maggioranza per l'approvazione della riforma del Senato dei giorni scorsi, ha dato il via a una grande riforma sulle sanzioni, sancendo la fine del Proibizionismo italiano sulle droghe leggere; inoltre, ha cancellato il reato di clandestinità, depenalizzato la coltivazione di marijuana per uso personale e approvato la legge sulle pene alternative alla detenzione, che prevedono gli arresti domiciliari per reati di lieve entità, con pene non superiori ai tre anni, detenzione oraria, lavori di pubblica utilità, messa alla prova, e l'eliminazione della contumacia.

Il Fatto Quotidiano ha reso note anche le depenalizzazione di alcuni reati, che diventeranno dei semplici illeciti amministrativi, quali, l'abuso della credibilità popolare, l'omesso pagamento delle ritenute previdenziali non superiori a 10 mila euro, le rappresentazioni teatrali o cinematografiche abusive.

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#Camera dei Deputati #Matteo Renzi