Il Comune di Torino ha revocato la delibera con cui, nel 1924, fu concessa la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini.

La mozione di revoca, presentata da PD e SEL, è stata approvata con 29 voti a favore, 5 astenuti (i consiglieri di NCD e Lega Nord) e i 3 voti contrari dei consiglieri di Fratelli d'Italia e di Angelo D'Amico di Forza Italia.

La larga maggioranza non ha però impedito che la seduta del Consiglio Comunale si movimentasse oltremodo. Le avvisaglie del fatto che non sarebbe stata una passeggiata si erano avute nei giorni scorsi, quando il consigliere di Forza Italia Angelo D'Amico, ex Msi ed ex guardia d'onore alla tomba di Mussolini a Predappio, minacciava di bloccare i lavori del Consiglio con la presentazione di 320 emendamenti.

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La protesta del consigliere forzista era motivata dalla richiesta, per par condicio, di cambiare il nome di "Corso Unione Sovietica" in "Corso martiri del Comunismo".

Nel corso della seduta, la richiesta è stata ripresa dai consiglieri della Lega Nord Fabrizio Ricca e Roberto Carbonero che hanno interrotto la seduta sventolando una bandiera dell'Unione Sovietica e chiedendo di eliminare dalla città "tutti i riferimenti dell'ideologia comunista che ha provocato milioni di morti".

La bagarre è proseguita con il consigliere radicale Silvio Viale che ha risposto per le rime sventolando una bandiera con la stella di David.

La questione si è posta solo ora, a novant'anni dalla concessione della cittadinanza al Duce, a causa dello smarrimento del registro dei cittadini onorari, rispuntato qualche settimana fa dall'archivio storico del Comune.

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PD e SEL hanno posto la questione, spalleggiati dall'Associazione Nazionale Partigiani che faceva notare come, nel registro dei cittadini onorari, il nome del dittatore fascista fosse in compagnia di persone che hanno combattuto per la libertà e la democrazia.

Ora, dopo novant'anni, la poco edificante compagnia è stata finalmente rimossa.