Migliaia di persone, dipendenti pubblici, 10mila secondo la Cisl, si sono radunate in piazza del Campidoglio per protestare contro i possibili tagli al salario accessorio per i dipendenti del comune di Roma, i quali andrebbero a decurtare una parte importante di uno stipendio che si aggira intorno ai 1000-1200 euro. La notizia è apparsa nell'edizione on line del "Fatto Quotidiano".

Le voci della busta paga in pericolo, come si legge sul quotidiano, interessano peraltro solo i quadri più bassi e non i dirigenti, le posizioni organizzative e i quadri superiori, cosa quest'ultima che di certo non ha contribuito a placare il malcontento comprensibile dei dipendenti pubblici, la gran parte dei quali invita il comune a tagliare gli stipendi dei manager e accusa il primo cittadino di stare sconfessando le promesse della campagna elettorale.

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Per Marino però la responsabilità deve passare al governo, nel più classico degli scaricabarile italiani, che secondo il sindaco dovrebbe agire d'urgenza e quindi per decreto per risolvere la situazione in maniera positiva. A tal proposito Marino ha anche colto l'occasione di ringraziare il presidente dell'Anci, Piero Fassino, per la lettera inviata appunto al governo, nella persona del ministro Madia e del sottosegretario Delrio, e nella quale appunto si sollecitava un intervento governativo urgente in materia. Dal momento in cui, peraltro, il problema non esiste nel solo comune di Roma, ma riguarda diversi comuni su tutto il territorio nazionale.

Inoltre alcuni deputati Pd alla Camera dei Deputati hanno annunciato di volere presentare una mozione per richiedere un intervento tempestivo al governo sulle questioni della contrattazione collettiva integrativa e del salario accessorio, che in questi giorni stanno infiammando la Capitale e che minacciano di coinvolgere altri centri e altri dipendenti pubblici.

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