Nonostante la recente visita del Ministro Orlando a Strasburgo, tesa a dimostrare la risposta dell'Italia per scongiurare la colossale multa e i rimborsi ai migliaia di detenuti che hanno fatto ricorso, pare che se le cose rimangano allo stato attuale non vi sia scampo per una severa condanna dell'Italia il 28 maggio.

In questa data scade il termine imposto dalla Commissione Europea per i Diritti Umani (CEDU) perché l'Italia cancelli i gravi problemi carcerari connessi al sovraffollamento, ma anche a quelli inerenti i trattamenti inumani e degradanti nelle prigioni che violano l'art.3 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo.

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In realtà i termini imposti all'Italia sono di poco allungati dal fatto che il Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa comincerà la discussione necessaria a stabilire se l'Italia abbia ottemperato o meno a quanto previsto dalla sentenza Torreggiani solo dal 3 giugno in poi.

E pesa anche la dettagliata relazione presentata dai Radicali Italiani a firma del Segretario, Rita Bernardini, e del Presidente Laura Arconti, insieme all'avvocato Deborah Cianfanelli della Direzione, indirizzata in modo formale proprio al Comitato dei Ministri Europei e al Dipartimento per l'esecuzione delle sentenze della CEDU al Consiglio d'Europa.

La relazione di Radicali Italiani dimostra incontrovertibilmente che, anche dopo i recenti provvedimenti legislativi, la situazione delle carceri italiane rimane drammatica ed illegale, non rispondendo non solo ai minimi principi della quadratura disponibile per detenuto, ma evidenziando gravissime disfunzioni in ambito sanitario e di igiene, di irrisorio supporto al lavoro come pratica di reintegrazione e al fallimento totale del supporto formativo e allo studio.

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Inascoltato e non discusso, vergognosamente, è stato persino l'uso ad ottobre 2013 dello strumento straordinario del messaggio alle Camere, previsto nella Costituzione Italiana, da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha parlato proprio della necessità di completare le misure legislative possibili con i provvedimenti di #amnistia ed #indulto.

Pur avendo raccolto numerose posizioni a favore di questo provvedimento da parte di tanti esponenti del Parlamento Italiano, in modo trasversale, nulla è ancora accaduto. Sembra per una supposta impopolarità di queste misure che però rilancerebbero la Giustizia in Italia, eliminando una buona parte degli oltre 5 milioni di processi penali pendenti in Italia. Rilancio che sbloccherebbe anche la fiducia di investitori stranieri nel nostro Paese.

In queste ore corrono molte voci che si stia attendendo l'esito di questa tornata elettorale europea per annunciare il ricorso, inevitabile ormai, all'amnistia e all'indulto poche ore prima della riunione dei Ministri europei, molto probabilmente quando cominceranno i lavori annunciati dal Governo e dal Senato sulla urgente ed importante riforma della Giustizia, che il Paese attende da anni, previsti per la settimana prossima.

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#Elezioni europee