Via libera, in un Cdm lampo durato appena 30 minuti, al Decreto cultura, pensato per promuovere il turismo e la cultura, che dovrebbero del resto essere due tasselli fondamentali, se non i tasselli fondamentali, per la competitività del sistema Italia. La notizia è riferita dall'edizione on line de "La Repubblica", che ne riporta i dettagli più significativi, esposti dal ministro della cultura Dario Franceschini nella successiva conferenza stampa.

La misura principale è il cosiddetto "art bonus", ovvero un credito d'imposta al 65% detraibile in tre anni, per i privati che vogliano fare donazioni in favore dello sterminato patrimonio pubblico artistico e culturale.

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Una sorta di mecenatismo moderno, insomma, per incoraggiare il sostegno da parte di privati con un sistema di incentivi fiscali che, come spiega il ministro in conferenza stampa, sono ad oggi quasi nulli. La norma tra l'altro affiancherebbe l'Italia ad altri paesi europei come la Francia. Un altro punto importante, per il settore del turismo questa volta e in particolare per le strutture ricettive, è quello che prevede un bonus fiscale del 30% per la digitalizzazione delle imprese ricettive e per il restauro degli alberghi fino a tre stelle.

Dal decreto, inoltre, novità anche su Pompei, con misure per la tutela e la protezione dell'area archeologica, che si spera non arrivino troppo tardi, come l'assunzione di 20 progettisti a tempo determinato, e sulla Reggia di Caserta che, spiega sempre Franceschini, è occupata solo per il 20% dal museo, mentre per il resto lo è da altre funzioni.

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Sarà quindi nominato un Commissario per risolvere la situazione. Altro commissario previsto infine per l'ENIT, l'ente nazionale per il turismo, il quale dovrà procedere alla liquidazione di Promuovi Italia e alla riorganizzazione stessa dell'intero ente che, come ammesso dallo stesso ministro, è oggi inadeguato e inefficiente. #Governo #Arte