Ci siamo, manca solo un giorno a domenica 25 maggio, il fatidico giorno delle tanto attese #Elezioni europee. Queste elezioni però hanno sicuramente una cosa di diverso dalle altre, cioè si portano con sé il destino della stessa #Unione Europea.

Questo perché per la prima volta in Parlamento, come ben sappiamo, entreranno moltissimi partiti chiamati "Euroscettici" che hanno cioè nei loro programmi politici punti che si scontrano duramente con quelle che sono le attuali politiche emanate da Bruxelles.

Se ci siamo trovati ad essere ormai certi di dover accogliere dentro il parlamento partiti euroscettici da quasi tutte le nazioni Europee è perché evidentemente l'Europa in questi anni non ha svolto al meglio il suo compito.

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I cittadini si sentono lontani dall'Unione Europea e negli ultimi anni la sfiducia verso Bruxelles non è solo alimentata dai vecchi fantasmi come la perdita di sovranità e immigrazione bensì si è aggiunta la rabbia per l'austerità, la disoccupazione e le disuguaglianze dilaganti, un mix questo che alimenta l'euroscetticismo in tutto lo spettro politico.

Un altro punto che sicuramente fa molto discutere dell'Unione Europea è quello di non aver fatto nulla di concreto per incrementare il lavoro all'interno dell'Unione stessa. In particolare anzi a Bruxelles viene recriminato il fatto di aver costruito un'Europa basata sulla moneta e non su una politica sociale e fiscale unica per tutti che vada quindi a tassare allo stesso modo per esempio le imprese di tutti i Paesi.

Sarà curioso capire come si comporteranno questi partiti una volta che entreranno all'interno del parlamento, questo perché come molti non sanno il parlamento Europeo non si comporta come il Parlamento italiano per esempio, bensì è diviso in grandi frazioni tra cui la più importante è quella del partito popolare europeo di centrodestra seguito dai socialdemocratici che insieme formano una specie di "grande coalizione" composta da circa 500 parlamentari europeisti e impegnato sopratutto a cercare compromessi. A prendere poi effettivamente le decisioni all'interno dell'Europa sono coloro che si trovano all'interno del partito più grande.

Queste elezioni saranno dunque un punto di svolta per l'Europa perché i partiti filo-europei tradizionali devono cominciare a prestare ascolto alle richieste e alle lamentele che si portano dietro i numerosi partiti euroscettici.

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Secondo alcuni sondaggi ad oggi circa il 60% degli Europei non si fida dell'UE rispetto al 32% che si registrava nel 2007.

Non è un caso che proprio nel 2007 sia scoppiata la crisi che ha investito l'Europa e che ha portato Bruxelles a prendere decisioni molto più che discutibili e parlo in questo senso dei trilioni di euro spesi per salvare il sistema finanziario a discapito dell'economia reale. Non è un caso quindi che in 7 anni il risentimento e la sfiducia verso L'UE sia raddoppiato.

Sta all'Unione Europea dal concludersi delle elezioni in poi prendersi finalmente i meriti negativi di questo vero e proprio disastro per riuscire attraverso la collaborazione e il dialogo a portare finalmente nel cuore degli Europei l'idea di un'Europa a loro più vicina. #Governo