Dopo una lunga attesa è arrivato infine il 3 giugno, una giornata fondamentale per il Governo e per tutti coloro che sono legati al tema dell'#amnistia e dell'#indulto. Sul tavolo ci sono da un lato le condizioni di carcerazione al limite dell'inciviltà a cui sono sottoposti i detenuti in Italia, dall'altro i rischi di una pesante sanzione per l'Italia.

I ricorsi dei detenuti presso la Corte Europea per i diritti dell'uomo

Nel corso degli ultimi anni sono arrivate migliaia di denunce e di richieste di risarcimento da parte di detenuti italiani presso la Corte Europea per i diritti dell'uomo. I carcerati certificano condizioni di detenzione incivili, dettate soprattutto (ma non solo) dal problema del sovraffollamento e dallo stato di mancata manutenzione delle strutture.

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L'Italia ha già ricevuto in passato da parte degli organismi europei una severa condanna per la violazione dei diritti dell'uomo, con la richiesta di un intervento risolutivo scadenzato entro e non oltre il 28 maggio 2014.

Il ddl 2014 su amnistia e indulto del Governo Renzi

Il Governo sta preparando numerosi provvedimenti in tal senso, che saranno racchiusi nel testo unificato del ddl 2014 su amnistia e indulto. Il Ministro Andrea Orlando si è detto favorevole ad un provvedimento di clemenza, anche se resta consapevole che non si tratta di una soluzione definitiva al problema carcerario italiano.

Nella giornata di oggi si riunirà il Comitato del Consiglio d'Europa, chiamato a giudicare ufficialmente la situazione detentiva italiana e ad esprimere una decisione definitiva circa i migliaia di ricorsi in essere presso la Corte Europea.

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L'Italia rischia di dover pagare sanzioni molto pesanti e risarcimenti consistenti per ogni ricorso; un'evenienza assolutamente da evitare viste le condizioni economiche delle casse pubbliche e gli sforzi fatti negli ultimi anni per sistemare il bilancio.

Di sicuro c'è che l'emergenza carceri perdura ormai da troppi anni e il momento delle soluzioni tampone e dei provvedimenti estemporanei sembra ormai giunto al termine.