Dall'Ue arriva il semaforo verde riguardo le misure che l'Italia sarebbe pronta ad adottare nei confronti del sovraffollamento carcerario e delle condizioni detentive non rispettose dei diritti umani.

Nel giorno del 5 giugno 2014 il Comitato dei Ministri dei Consigli d'Europa ha giudicato la recente attività governativa esprimendo un parere favorevole, con il quale si plaudono le misure prese di recente e si sprona i decisori italiani a fare ancora di più. Per quanto la situazione resti in molti casi ancora critica, il cambiamento di direzione va sottolineato e incoraggiato.

Le misure intraprese dall'Italia per fronteggiare il problema

Al fine di rimediare alle condizioni d'inciviltà che caratterizzano l'attuale sistema di detenzione italiano sono stati attuati diversi provvedimenti; tra questi vanno sottolineati gli interventi strutturali già iniziati e quelli che partiranno nel prossimo futuro, per garantire a ogni detenuto almeno 3 metri quadrati di spazio vitale, come richiesto dalla Corte europea dei Diritti dell'uomo.

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A breve sarà possibile anche effettuare ricorsi preventivi, mentre i detenuti che hanno sperimentato condizioni di carcerazione incivili o disumane potranno ottenere indennizzi, compensazioni pecuniarie e riduzioni di pena. Tra le varie soluzioni pensate dai legislatori, al più tardi nel 2015, si potrebbe tornare a parlare di #indulto e #amnistia.

Il giudizio europeo e la possibilità di sanzioni

Le notizie provenienti dall'Ue non devono fare abbassare la guardia, tanto che sanzioni restano ancora possibili. Tra i movimenti più critici al riguardo vi è il partito radicale, che ha fatto delle condizioni carcerarie italiane uno dei propri cavalli di battaglia.

Recentemente i radicali hanno presentato un dossier nel quale evidenziavano mancanza di cure per malati gravi, condizioni igieniche disastrose, torture e ripetute violazioni all'articolo 3 della convenzione europea dei diritti dell'uomo.

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Che sia veramente l'amnistia e l'indulto l'unica possibile soluzione al problema? Scopriamo insieme quale sarà l'opinione dei lettori al riguardo attraverso i commenti all'articolo. #Unione Europea