Beppe Grillo spariglia il tavolo delle riforme e lo fa con una mossa a sorpresa che potrebbe segnare una svolta nella strategia del Movimento 5 Stelle.

In un post pubblicato sul suo blog, il leader pentastellato si dichiara disponibile ad un confronto sulla legge elettorale preannunciando una formale richiesta di incontro che i capigruppo del Movimento in Parlamento inoltreranno al premier #Matteo Renzi.

Le reazioni politiche

Sempre in rete, Grillo e Casaleggio motivano il cambiamento di strategia con il mutato quadro della situazione dato dal fatto che il movimento ha ora una propria proposta di legge elettorale approvata della base, mentre Renzi è stato legittimato dal voto popolare con il successo riscosso nelle elezioni europee.

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La proposta di confronto lanciata da Grillo è stata immediatamente raccolta dal PD che, per voce del vicesegretario Lorenzo Guerini, fa sapere di accogliere con favore l'inaspettata apertura dei grillini, mentre Renzi rilancia chiedendo lo streaming dell'incontro.

Il contropiede renziano pareva aver colto di sorpresa il deputato grillino Luigi Di Maio che in un primo momento definiva "non essenziale" la diretta web, salvo poi ricredersi e confermare, con l'avallo di un tweet di #Beppe Grillo, che "lo streaming si farà".

Le prove di dialogo tra Pd e #M5S sembrano aver seminato il panico tra gli esponenti di Forza Italia, che rischiano di vedersi sfilare il ruolo di ago della bilancia nella partita delle riforme, e reagiscono paventando nella mossa di Grillo l'intenzione di inserirsi nella discussione per farla impantanare.

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Tenta invece di cogliere l'attimo il segretario della Lega, Salvini, dichiarandosi anch'egli disponibile ad un confronto con Renzi.

Le reazioni della base

Sostanzialmente positivi i commenti in rete da parte dei militanti del Movimento 5 Stelle, pur con sfumature variabili dall'entusiasmo, per l'opportunità di assumere un ruolo costruttivo, al pessimismo, circa la reale disponibilità del PD a confronto.

Non mancano comunque voci di dissenso da parte di militanti "duri e puri" al colpo di scena di Grillo e Casaleggio, che vedono il PD come quelli del MOSE, MPS, Unipol-Fonsai ed altro.

Nel dibattito si inserisce il senatore Alberto Orellana che ci tiene a ricordare di essere stato espulso dal Movimento 5 Stelle per il fatto di aver richiesto, a suo tempo, quella apertura al dialogo al quale il leader movimento sembra ora essersi convinto.