Il presidente iraniano Hassan Rouhani, in occasione del tradizionale messaggio in vista del mese di Ramadan, ha diffuso un comunicato che invita apertamente ed esplicitamente a contrastare l'estremismo islamico.

Sembrano lontani i tempi in cui l'Ayatollah Khomeini tuonava contro il "Satana Americano" o più recentemente quando il presidente Mahmud Ahmadinejad ostentava una politica internazionale contrapposta all'occidente. I toni del comunicato di Rouhani sono comunque belligeranti: "Le fiamme della violenza e dell'estremismo divampano nel mondo islamico e l'ignoranza e l'estremismo hanno spianato la strada per la realizzazione di un vecchio complotto dei nemici dell'Islam per seminare discordia e causare tensioni a livello confessionale e tribale" .

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Se il presidente Rouhani può permettersi di affermare che "è necessario che il mondo islamico" sia unito contro "la violenza e l'estremismo" è anche grazie al fatto che la sua integrità politica è indiscutibile, essendo stato in gioventù un sostenitore di Khomeini ed avendo subito l'arresto da parte della polizia dello Scià proprio per questo motivo.

Tuttavia le immagini apocalittiche dei discorsi e i richiami ai "nemici dell'Islam" da combattere, pur essendo in linea con la retorica di questi messaggi, sembrano preparare l'interlocutore ad azioni concrete contro un nemico reale. Non bisogna dimenticare che in questo momento in Siria e Iraq è attivo il gruppo terroristico ISIL (Islamic State in Iraq and the Levant), con lo scopo dichiarato di creare un califfato sunnita che comprenda i territori dell'Iraq, della Siria, del Libano, della Giordania, della Palestina e di Israele.

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