A margine di una conferenza che lo vedeva protagonista in occasione dell'ultimo salone del libro di Torino l'onorevole Brunetta, ex ministro della Repubblica attuale parlamentare e capogruppo alla camera dei deputati di Forza Italia, forza di opposizione al governo Renzi, si è brevemente soffermato in un confronto con alcuni studenti i quali gli hanno posto alcune domande su questioni cruciali per il futuro dei giovani e alle quali l'onorevole ha risposto con argomentazioni per la verità ragionevoli e convincenti.

Alla domanda cosa possono fare i giovani oggi per il lavoro l'onorevole Brunetta ha suggerito che la possibilità, una tra le tante, sarebbe quella di intraprendere un'attività imprenditoriale.

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L'unico problema, non da poco aggiungiamo noi, per un giovane che desideri intraprendere è la possibilità di accedere al credito o a qualche forma di finanziamento che le banche oggi non concedono. La soluzione sarebbe, sostiene Brunetta, quella di ottenere da parte dello Stato una sorta di garanzia, un fidejussione che agevolerebbe i giovani nell'ottenimento del prestito.

Io, dice Brunetta, quando ero ministro ci ho provato con una legge ad hoc, ma me lo hanno impedito. Un altra soluzione per dare sviluppo al lavoro con la possibilità di creare svariati milioni di posti di lavoro sarebbe quella di dedicarsi alla manutenzione del territorio, inteso non solo come ambiente rurale o verde pubblico ma anche come manutenzione delle case e delle aree cittadine. La manutenzione del Paese potrebbe essere la soluzione ai sempre più pressanti problemi di decadimento strutturale delle nostre città e delle nostre aree pubbliche, vedi ad esempio messa in sicurezza delle scuole.

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Si potrebbe così creare un ambiente più sicuro e confortevole ove vivere e contribuire a creare svariati milioni di posti di lavoro. A titolo di esempio una fabbrica come un'acciaieria impiega per produrre poche decine di operatori grazie alle tecnologie, la manutenzione e la ristrutturazione impiegherebbe molte centinaia di operatori dando sviluppo a tutte quelle aree produttive ad esso collegate.

Ma come realizzare una forma di impulso e di controllo affinché il piano possa partire? Il sistema di controllo potrebbe passare attraverso le polizze assicurative. Diciamo che se si rendesse obbligatorio stipulare una polizza assicurativa che costi 100,00 euro all'anno per ogni bene immobile civile industriale o rurale nonché pubblico, e si rendesse obbligatorio per la vendita di un immobile la presenza di una polizza assicurativa, l'assicurazione funzionerebbe da controllore impeccabile. Una compagnia assicurativa non sarebbe mai disponibile ad assicurare un immobile che non è a norma o in sicurezza.

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Ad esempio difficilmente si otterrebbe una polizza assicurativa sulla struttura di una scuola pericolante. In questo modo tutti sarebbero obbligati a rispettare le norme e le assicurazioni farebbero da garanti o manutenzione o niente polizza. Questo ci sembra interessante e ragionevole, l'unica domanda che avremmo voluto fare all'onorevole ma che non ci è stato concesso poiché lo stesso aveva fretta sarebbe stata: "ma in tutti questi anni in cui lei ha ricoperto ruoli importanti all'interno di governi nazionali, perché nulla in questa direzione è stato fatto e nemmeno proposto? #prestiti per giovani