#Matteo Renzi ha affermato che l'Italia deve smetterla di piangersi addosso, perché di questo passo, non si esce dalla crisi. Le famiglie italiane, invece, non credono che questo sia sufficiente per uscire dallo stato attuale.

I famosi e tanto discussi ottanta euro in busta paga, che hanno riguardato solo alcune categorie di lavoratori, non bastano, anche perché per far fronte a questo bonus, per dirla in termini assicurativi, si è dovuto attingere dai malus, quindi tagli sugli assegni familiari e nuovi aumenti sulla benzina, tassa indiretta, ma sempre presente e adottata da tutti i governi, solo per citarne alcune.

Gli italiani oltre tutto, in questi giorni, sono alle prese con nuova tassa, la Iuc (imposta unica comunale), composta da Imu, Tasi e Tare, una vera e propria giungla burocratica, che non fa altro che impoverire le tasche delle famiglie, che non godono di grande salute.

Pubblicità
Pubblicità

Oltre a tutto questo, i lavoratori, sopratutto quelli della Pubblica Amministrazione, lamentano il blocco di tutte le varie indennità delle voci stipendiali, non più liquidate dallo Stato dal 2009, con un danno economico pro capite di circa 100-150 euro nette. Senza considerare i contratti di lavoro, senza rinnovo, ormai da quattro-cinque anni, mentre i prezzi dei beni di primo consumo aumentano inesorabilmente.

Quindi, secondo gli italiani, piangersi addosso non è uno sport nazionale, ma l'unico modo per provare a sfogare una situazione di impotenza, a dir poco, preoccupante. Sarà ora compito dei sindacati, portare sui vari tavoli le ragioni dei lavoratori, pubblici e privati, nonché dei pensionati, non beneficiari del bonus fiscale, ma stretti in una morsa di povertà, senza precedenti.

Pubblicità

Il governo, sta provando, a modo suo, a riformare la Pubblica Amministrazione, ed i lavoratori sperano di non essere ancora loro le vittime della scure di tagli, che si abbatte sistematicamente sulle fasce più deboli. Il problema della nazione, secondo gli italiani, non è in primis la legge elettorale, la riforma della giustizia o i vari casi Rai, ma la mancanza di lavoro, gli stipendi che oramai hanno raggiunto livelli di povertà, la riforma delle pensioni.

Si perché quella Fornero ha massacrato il lavoratore, costringendolo a lavorare fino a età improponibili e improduttive per la società, bloccando il turn over e l'ingresso nel mondo del lavoro dei giovani, diventati migranti, come nel dopoguerra. Ma se la guerra, intesa come bellica, fortunatamente, è assente, è in atto un altra sottile e celata guerra del malcostume e della incapacità di risolvere i problemi che preoccupa gli italiani.

Si attendono, in questi due o tre mesi, misure urgenti e piani straordinari per lavoro e pensioni, discorsi legatissimi che vanno affrontati di pari passo, per creare riforme eque e che vadano nella giusta direzione. #Crisi economica